Sicurezza
Il sindaco: il Carnevale 2017 sarà innovativo
Del Ghingaro al primo corso in veste ufficiale punta tutto sulla prossima edizione, la prima “in proprio”
VIAREGGIO. Dal carro dedicato alla sicurezza sul lavoro lo ricoprono di coriandoli e lui se li scrolla dal giubbotto e li tira al Prefetto Cagliostro seduta in tribuna. Primo Carnevale e primo Corso per il sindaco Giorgio Del Ghingaro, eletto nel giugno scorso. Freddo e umido non aiutano a scongelare l’atmosfera un po’ sfilacciata dell’amministrazione al Carnevale. Amministrazione che guarda sfilare i carri dell’edizione 2016, ancora nelle mani del commissario inviato dalla Regione alla Fondazione, sognando quella del 2017 realizzata “in proprio”: «Appuntamento al prossimo Carnevale - sono le parole di Del Ghingaro al “Tirreno” diverso, innovativo, che darà il segnale di cambiamento di cui c’è bisogno». A partire dal numero delle Fondazioni che Del Ghingaro intende accorpare: «Spero di raggiungere l’obiettivo entro il 2016. Prima voglio vedere i bilanci di entrambe le Fondazioni: per il Carnevale abbiamo buone speranze, mentre per il Pucciniano siamo ancora un po’ indietro».
Alla domanda se non sarebbe meglio una soluzione che vede un vero e proprio ufficio cultura del Comune, operativo sulle manifestazioni più importanti della città, Del Ghingaro risponde: «Non conta il contenitore, ma il contenuto. E c’è bisogno di management e organizzazione, nel rispetto sia dei conti che del cuore della città. Certo, la soluzione normale sarebbe quella del rientro in Comune. Ma allo stato attuale, lo stato finanziario dell’Ente non lo consente...».
C’è tempo per scherzare, tra gli ombrelli aperti ed i carri che sfilano a fatica: l’ultima volta in maschera - ricorda il primo cittadino sollecitato dal cronista - «è stata in quinta liceo, al Rione Darsena, con una parrucca di riccioli in testa...Poi ho la mia divisa quotidiana, abito grigio e cravatta blu...D’altra parte ciascuno ha un po’ la sua, nella vita...».
Foto di rito, attimi istituzionali, prima di tornarsene a guardare i “bestioni” in solitaria: Viareggio è una città che quando pensi che sia persa, si mostra in grado di riscoprire se stessa», è l’ultima dichiarazione che ha quasi il sapore di una riflessione tra sè e sè. Nessun commento sulle costruzioni, ma al passaggio di “Barbarians”, qualcosa scappa: «Questo è un bell’oggetto...».
(d.f.)
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