Italia
Il ritorno dei moschettieri di Amatafrica
SERAVEZZA. Sembrerà strano, perché erano partiti un mese fa carichi di regali per i bambini del Rwanda, ma anche al ritorno i volontari di Amatafrica hanno portato in Italia un grande bagaglio....
SERAVEZZA. Sembrerà strano, perché erano partiti un mese fa carichi di regali per i bambini del Rwanda, ma anche al ritorno i volontari di Amatafrica hanno portato in Italia un grande bagaglio. Eppure i doni sono stati consegnati a scuola e nelle case, ma i moschettieri della solidarietà – cosi amano farsi chiamare - sono tornati a mani piene dai paesi poveri dell’Africa.
«Innanzitutto pieni di nostalgia, per aver lasciato di nuovo una popolazione che beneficia così profondamente dell’aiuto morale e materiale di Amatafrica – scrivono in una nota i volontari - per aver lasciato gli amici dagli occhi scuri con i quali si è ormai stabilito un rapporto di fiducia e affetto».
Al viaggio hanno partecipato Roberto Bellacci detto Scelba, Matteo Giorgini, Luca Lorenzi, Sara Da Costa e Alice, Mario Albanese, e Vitaliano Vagli. Il primo grandioso progetto portato a compimento da questi volontari lucchesi di Amatafrica è stata l’attivazione, nella collina di Cyeza, dell’agognato acquedotto.
È stato completamente finanziato da Amatafrica. Poi hanno ristrutturato, con un’opera muraria, la strada del paese che, franando, minacciava di far crollare la scuola materna. Inoltre, sono state ricercate nuove fonti di acqua per approvvigionare zone colpite gravemente dalla siccità. Ma non è finita qui la missione umanitaria in questo villaggio del Rwanda. E’ stata potenziata e coordinata l’attività delle cinque cooperative esistenti, dedite alla falegnameria, all’agricoltura, all’allevamento di conigli, all’allevamento di suini, all’attività di parrucchiere.
«Tra i progetti futuri – fanno sapere i moschettieri - ve n’è uno particolarmente ambizioso, proposto dai saggi del luogo, con i quali Amatafrica collabora già da anni: l’istituzione di una “scuola – mercato”, un luogo di apprendimento dei mestieri e di scambio dei prodotti, dove si possa imparare, lavorare, guadagnare e soprattutto porre le basi per una professionalità ed uno sbocco nell’avvenire. Amatafrica ha aiutato anche una bambina malata, che da oggi potrà frequentare la scuola come gli altri. (t.b.g.)
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