Il Tirreno

Versilia

Fiom contro Balducci «No ai ricatti sul Polo Nautico»

di Donatella

Per il sindacato inaccettabile la richiesta del frazionamento avanzata dall’imprenditore che minaccia di lasciare Viareggio

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VIAREGGIO. Si arroventa il confronto sulla richiesta avanzata da Giuseppe Balducci, imprenditore della nautica, di un pezzo di concessione dell’area consortile Polo Nautico, il cui frazionamento è stato respinto nel gennaio 2015 per decreto dell’Autorità portuale regionale, organo di governo del porto.

«Ricominciano le strumentalizzazioni e l’esercizio consueto degli interessi particolari contro gli interessi della collettività, ricomincia il valzer per frazionare l’ultima area della darsena Viareggina vocata alla produzione industriale di imbarcazioni da diporto che potenzialmente può avere ancora uno sviluppo importante» è la risposta della Fiom-Cgil all’annuncio dato da Balducci di uno spostamento della produzione a Pisa, in caso di risposta negativa.

«Un anno fa - ricorda una nota del sindacato - l’Autorità portuale ha rifiutato la pendente richiesta di frazionamento perché non vi era un interesse collettivo. Oggi l’interesse ha un nome? Cosa è cambiato nel frattempo? Le aree di cui stiamo parlando sono inutilizzate? Non ci risulta affatto. Per quale motivo, allora, qualcuno se ne vuole impadronire ed altri facenti parte della stessa Autorità portuale sembrano orientati ad andargli positivamente incontro?».

Mauro Rossi, segretario generale della Fiom Cgil provinciale, va dritto al cuore della questione: «Se c’è una responsabilità in quanto sta accadendo è del Comune di Viareggio». Che avrebbe cambiato idea rispetto al no al frazionamento espresso in Comitato portuale nel gennaio scorso. Una posizione che sembra aver convinto la Provincia, rappresentata dal vice presidente Umberto Buratti. Il quale - ha dichiarato Balducci al Tirreno - «a noi ha detto che poteva risolvere la questione».

L’imprenditore rivendica il capannone da anni conteso nell’area Polo nautico spiegando di dover dimostrare a un armatore il legittimo possesso dello spazio dove andrà a costruire la barca richiesta: «Ci risulta - ribatte il sindacato - che da ben dieci anni, nell’area che occupa come assegnatario dalla Polo, invece di operare l’affidataria Cnv lavorino altre aziende sempre controllate da Balducci, e non la Cnv che a noi risulta non abbia dipendenti».

La Fiom Cgil chiede l’apertura «di un confronto serio tra tutti gli attori sociali e isituzionali chiamati a decidere nel merito del destino delle aree demaniali rispetto al futuro di Viareggio e della sua cantieristica senza ricatti e senza veti. Serve però una cosa su tutte, ed è il rispetto degli accordi vigenti, di cui Balducci ma non solo non è un limpido esempio (doveva assumere quattordici ex lavoratori Sec), oltre al rispetto del ruolo di ciascuno, come previsto nella costruzione delle scelte dei beni della collettività (Commissione consultiva dell’autorità portuale). Per questo serve che Comune, Provincia e Regione aprano un confronto immediato su questi temi su cui anche il presidente Enrico Rossi si era impegnato a costruire un accordo di programma per lo sviluppo di Viareggio e della sua portualità, oltre che della cantieristica che - Balducci o meno - resta la prima del mondo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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