Coreografie sui carri: un bene o un male?
Due opinioni (opposte) a confronto su uno dei temi caldi dell’edizione 2016. E un modo diverso di vivere la festa
Il dibattito si è aperto la scorsa settimana, quando dal palco del Macondo dove ha presentato il suo nuovo doppio cd di canzoni di Carnevale, Gianluca Domenici ha lanciato la sua provocazione: le maschere sui carri sono prigioniere delle coreografie. E poi ha aggiunto: ci sono costruzioni dove non ci si diverte più.
Quelle parole, grazie anche all’effetto eco avuto dopo la pubblicazione sul Tirreno, hanno scatenato polemiche a non finire. Soprattutto sul web, dove l’argomento è stato all’ordine del giorno soprattutto nei gruppi di Facebook dove si discute di Carnevale.
Per far sì che la discussione possa continuare in un ambito di confronto, abbiamo chiesto a Gianluca Domenici di articolare più approfonditamente il proprio pensiero. E lo abbiamo invitato a scriverci di suo pugno un vero e proprio intervento sulla questione.
Al tempo stesso, poi, abbiamo chiesto a Elodie Lebigre - figlia dei carristi Gilbert Lebigre e Corinne Roger, ma soprattutto anima delle coreografie della costruzione della coppia italo-francese, fra le prime ad introdurre questa novità sui carri del Carnevale di Viareggio - di replicare alle posizioni di Gianluca Domenici.
Vi proponiamo entrambe le opinioni, convinti che lo scambio di vedute - polemico, ironico, provocatorio, ma sicuramente civile e appassionato - possa servire a ragionare sul futuro del Carnevale.
(a cura di claudio vecoli)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
