Il dolore
Patrimonio: il Comune metta risorse e i beni non saranno venduti
Il curatore della società pubblica fallita ai consiglieri: scelte da fare in fretta perché il 31 marzo è vicino
VIAREGGIO. «Se l’amministrazione comunale conferma l’indisponibilità dei beni deve trovare risorse con cui sostituire il valore degli stessi beni». Donato Bellomo, curatore della Viareggio Patrimonio ha una qualità rara in Italia: quanto afferma non lascia spazio alle interpretazioni. La risposta, nel corso della riunione della commissione di vigilanza e controllo sulla stessa Patrimonio presieduta dalla consigliera Anna Maria Pacilio (Movimento Cinque stelle, con vice presidenza da ieri al capogruppo del Pd, Luca Poletti), è arrivata alle domande di Giuseppe De Stefano, consigliere di maggioranza (Viareggio democratica). «Gli immobili dell’emergenza abitativa - spiega Bellomo - sono parte dell’attivo della società in fallimento» che non può essere oltremodo depauperata perché ci sono i creditori da tutela e, dunque, pagare. Un concetto che vale per le case dell’emergenza abitativa, acquistate senza bando pubblico, nè per quanto riguarda il prezzo, né per la scelta di agenzie immobiliari e venditori, salvo oggi rivendicarne lo status giuridico (poco credibile) di bene indisponibile. Ma vale anche per quegli impianti sportivi (Palazzetto compreso) che il Comune a suo tempo passò nella proprietà della Patrimonio e che oggi l’amministrazione Del Ghingaro ha da settembre annunciato di volersi riprendere.
Il tempo corre, è stata l’altra considerazione del curatore nel rispondere alle domande dei consiglieri comunali, molte delle quali (Baldini e Poletti) sul futuro del Centro Congressi e dei suoi dipendenti, da mesi licenziati e senza lavoro. Il tempo che separa l’oggi da quel 31 marzo che segna la fine dell’esercizio provvisorio accordato dal Tribunale al curatore e alla società. «Cosa accadrà il 31 marzo - risponde Bellomo alle domande dei consiglieri - non lo si può dire oggi. Certo che, senza allocazione dei servizi, avremmo passato sei mesi perdendo tempo... ». Al trasferimento dei servizi, a partire da quello della illuminazione pubblica, deve pensare l’amministrazione comunale, ribadisce più volte Bellomo. Il Comune è da tempo in trattativa con Mover, alla quale andrebbe però la sola manutenzione dell’illuminazione, servizio pubblico che per legge deve andare a gara «come ricordato dai revisori dei conti del Comune», ha sottolineato il consigliere Alfredo Trinchese (Lega Nord). «Mover - sono le parole di Bellomo - per quel che ne sappiamo sta facendo i suoi conti in merito a quanto dovrà essere versato in corrispettivo e risorse umane dalla Patrimonio». Cifre, al momento, l’amministrazione del Ghingaro ed il suo assessore al bilancio Laura Servetti non ne hanno fatte almeno pubblicamente. Tutte operazioni, è la raccomandazione di Bellomo, «che è necessario avvengano il prima possibile».
Compreso il nuovo bando per la gestione del Centro Congressi, dopo che il primo è andato deserto. Ieri, in commissione, c’era anche una rappresentanza degli ex dipendentiche chiedono un minimo di certezze sulle operazioni da concludere per tornare almeno a sperare.
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