Sicurezza
Balducci: frazionamento o devo lasciare Viareggio
L’imprenditore della nautica attende una risposta dall’Autorità portuale «Il vice presidente della Provincia Buratti ci ha detto che si poteva risolvere»
VIAREGGIO. «Crediamo di avere il diritto di vederci intestare la concessione come richiesto» è la parola di Giuseppe Balducci in merito alla richiesta avanza all’Autorità portuale per il capannone Cnv nell’area di Polo Nautico. L’Authority - che nel gennaio 2015 ha negato, con proprio decreto, successivo al voto in Comitato portuale - il frazionamento della concessione in capo all’impresa consortile Polo nautico - «ha richiesto un’integrazione», continua Balducci al telefono con il Tirreno. Integrazione relativa a piano industriale e occupazionale. Ma i tempi stringono e Balducci lo dice senza troppi giri di parole: «Se entro fine febbraio il capannone non viene intestato saremo costretti a spostare a Pisa anche la produzione degli yacht da 40 e 50 metri. Con il risultato di dover mettere in mobilità cinquanta addetti».
Balducci è imprenditore di lunga navigazione e sa che l’obiezione di voler alzare il livello è dietro l’angolo: «Non si tratta di un ricatto per forzare una decisione favorevole all’intestazione del capannone che abbiamo costruito nell’area del Polo Nautico, sostenendo tutte le spese. Questa nostra decisione scaturisce dal contratto firmato due mesi fa con un armatore straniero per la costruzione di un Mangusta da 50 metri». Tra le condizioni che l’armatore ha posto, è la ricostruzione dell’imprenditore della nautica, anche quella che l’azienda possa dimostrare di realizzare la barca in una struttura di proprietà o in un capannone con regolare affitto fino al 2017, data della consegna. Da qui la richiesta all’Autorità portuale, da qui la fretta, da qui il cambio di punto di vista di Comune e Provincia che, nel 2015, votarono no quel frazionamento che oggi diventerebbe possibile in virtù di un sì all’operazione richiesta da Balducci.
«Il sindaco Buratti (che in Comitato portuale siede come vice presidente della Provincia, ndr) - racconta Balducci - da professionista esperto delle concessioni ha chiesto tutte le carte e a noi ha detto che poteva risolvere la situazione». Lo stesso Buratti, peraltro, ha dichiarato al Tirreno che «essendo Balducci non socio di Polo nautico si tratta di tutt’altra pratica dal frazionamento negato» da un atto, tutt’ora in vigore, emanato dall’organismo di governo del porto, chiamato a difendere l’interesse collettivo che ne deriva dall’utilizzo del bene pubblico-concessione demaniale.
Su quel diniego i nove cantieri che nel 2013 richiesero il frazionamento poi negato hanno presentato ricorso al Tar, del quale ancora non è noto l’esito. Balducci, che non era di quella “partita” in quanto non socio di Polo Nautico, ricorda: «Non abbiamo mai fatto ricorsi, non avendo mai ricevuto dinieghi. E per quell’area abbiamo investito quattro milioni di euro, anche con l’approvazione del Demanio marittimo». Che all’epoca, però, non era nella gestione dell’Autorità portuale.
Resta da capire, oggi, se Balducci riuscirà a fornire nei tempi strettissimi che denuncia l’integrazione richiesta dall’Autorità portuale del segretario Fabrizio Morelli. Che per il momento dichiara soltanto: «C'è un'istanza in corso di subingresso riguardante il lotto numero 1 della concessione Polo Nautico a favore di Cantiere Navale Versilia Srl. L'istruttoria è in corso».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
