Il Tirreno

Versilia

l’allarme

di Donatella Francesconi

VIAREGGIO. Delibere dal testo tanto criptico non se ne vedevano da tempo in Comune a Viareggio. “Vista la proposta di delibera - si legge nel testo della numero 19 (26 gennaio) - ed il relativo...

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VIAREGGIO. Delibere dal testo tanto criptico non se ne vedevano da tempo in Comune a Viareggio. “Vista la proposta di delibera - si legge nel testo della numero 19 (26 gennaio) - ed il relativo allegato» si delibera «di approvare la proposta». L’oggetto è il “Progetto Bio2 Energy” che Sea Risorse intende realizzare nell’area del depuratore comunale. La stessa nella quale ha intenzione di avviare il trattamento di quindicimila tonnellate l’anno di rifiuto organico. Progetto, questo, che la Regione ha sottoposto, con decisione della scorsa estate, a Valutazione di impatto ambientale. Per avviare la quale Sea Risorse ha presentato domanda e documentazione relativa a metà gennaio.

Oggi, come in un sistema di scatole cinesi, “spunta” il nuovo progetto per il quale l’azienda dei rifiuti pubblico-privata (Comune e imprese del Gruppo Del Pistoia) - così pare di capire - hanno necessità che il consiglio comunale approvi una deroga al Piano operativo.

Di cosa si tratta. «L’idea alla base del progetto Bio2Energy - si legge nella “Proposta di ricerca” a firma di Alessia Scappini, Caterina Susini, Isabella Pecorini e Donata Bacchi - è quella di aumentare la produzione di energia rinnovabile in Toscana ed in particolare attraverso la produzione di biocombustibili da rifiuti organici». Dagli scarti organici dei rifiuti e dei fanghi (quelli del depuratore) viene prodotto «bioidrogeno e biogas attraverso il processo di codigestione anaerobica». Dunque attraverso quel procedimento e quell’impianto che oggi sono sottoposti a Valutazione di impatto ambientale. Senza, però, che la “Proposta di ricerca” a otto mani compaia tra i documenti depositati in Regione. Quasi che la sperimentazione energetica fosse una sorta di “fuga in avanti” per aprire la strada al trattamento rifiuti, come nel gioco del domino.

Dove. Sia il codigestore che il sistema di produzione di biocombustibile trovano “casa” al depuratore comunale, in via degli Aceri 20, nel quartiere Migliarina. Là dove Sea Risorse già opera oggi per la parte di depuratore che ha avuto in gestione dalla Patrimonio per il trattamento dei fanghi, senza versare un euro almeno fino al momento in cui è arrivato il fallimento della stessa Patrimonio.

Le quantità. Obiettivo del progetto - si legge ancora nel documento che non è stato inviato per posta elettronica ai consiglieri comunali insieme alla delibera da votare - è quello di «produrre energia rinnovabile sotto forma di bioidrogeno e biometano da rifiuti organici pari almeno a 450 kilowatt per tonnellata di frazione organica (Forsu) trattata dall’impianto pilota». Calcolato su 15.000 tonnellate fanno 6.750.000 kilowatt in un anno. Energia termica «utile per riscaldare i reattori» ed energia elettrica «che poi verrà utilizzata all’interno del depuratore comunale di Viareggio che raggiungerebbe l’autosufficienza energetica».

Il tutto è legato all’incremento della raccolta differenziata che l’amministrazione Del Ghingaro ha già annunciato: raggiungere il 70% del totale dei rifiuti urbani, passando - sono i dati di Sea Risorse - dalle circa 900.00 tonnellate/anno attuali a circa 1,7 milioni».

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