Il Tirreno

Versilia

Balducci vuole un capannone dell’area della Polo Nautica

di Donatella Francesconi
Balducci vuole un capannone dell’area della Polo Nautica

La richiesta del patron di Overmarine e Effebi rimette in discussione il no al frazionamento Buratti (Provincia): l’Authority nel 2015 aveva una sentenza del Tar che la obbligava a rispondere

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VIAREGGIO. La vicenda del frazionamento delle concessioni in uso alla società consortile Polo nautico si riapre un anno dopo esatto dal decreto dell’Autorità portuale regionale che respingeva l’istanza presentata dai cantieri che di Polo Nautico sono soci. Giuseppe Balducci, imprenditore della nautica, chiede di avere un capannone, da tempo conteso con Polo Nautico. E ha fatto domanda. Lui che all’epoca del no del gennaio rappresentava gli industriali - favorevoli al frazionamento - nella commissione consultiva dell’Authority del segretario Fabrizio Morelli.

È bastato questo a riaprire il confronto tra Authority, Comune, Provincia, Regione e sindacati. Nonostante che l’iter amministrativo preveda che al decreto si possa presentare opposizione al Tar e che questa strada, battuta dai richiedenti, non abbia ancora visto la parola dei giudici amministrativi. Dal Tar in poi, lungo tutta la scala della giustizia amministrativa.

Il no dell’Authority trovò - nel gennaio scorso - la forte convinzione di quella Regione che oggi parrebbe intenzionata a costruire prima del previsto un dopo-Morelli. Nella nota diffusa il 28 gennaio 2015 la Regione rendeva noto che sia gli approfondimenti giuridici che quelli di carattere socio-economico «hanno fatto propendere per la scelta del non frazionamento come quella che ad oggi meglio tutela il pubblico interesse. Particolare rilievo, nella scelta del Comitato, ha avuto la mancanza di un piano di sviluppo economico industriale tale da far presumere un miglioramento dei livelli occupazioni rispetto agli attuali e delle condizioni di sicurezza e di erogazione dei servizi».

In dodici mesi il rifiuto a nove soci che, pur avendo richiesto dal 2013 il frazionamento sono andati incontro al no senza presentare il piano, come scrive la Regione, e all’improvviso un rimettere tutte le carte sul tavolo di fronte alla richiesta di Balducci che - come spiega il vice presidente della Provincia, Umberto Buratti - «di Polo Nautico non è socio, e dunque siamo di fronte ad un nuovo iter amministrativo» rispetto a quello che ha portato al decreto dell’Authority, un anno fa. «A fronte della nuova istanza - spiega Buratti al “Tirreno” - ho posto alcune questioni. Ritengo necessaria una visione di insieme della questione, una lettura di tutti gli atti della vicenda ex Sec dal 2006 in poi». Atti che oggi hanno trovato conclusione nel decreto di rifiuto del frazionamento del gennaio 2015. «A fronte della richiesta di Balducci - continua il vice presidente della Provincia - Polo Nautico presenti un Piano industriale occupazionale per capire cosa si determina alla luce dell'eventuale risposta positiva». Perché l’azienda consortile dovrebbe fare oggi, a fronte della istanza di un non socio, quello che in due anni non ha fatto a supporto delle esigenze dei suoi soci, non è chiaro. Ed il nuovo “polverone” che sembra alzarsi in Darsena odora di sconfitta del governo del porto che la Regione stessa ha affidato all’Autorità portuale, visti gli scarsissimi risultati che la politica locale aveva all’attivo. «L’Autorità portuale - così argomenta Buratti - ha preso una decisione nel 2015 a fronte di un’istanza del 2013. E doveva chiudere quel procedimento, perché così chiedeva il Tar cui i cantieri si erano rivolti. È stato detto no all'istanza. Ma oggi c’è un'istanza diversa. Ed al di là di questo Regione, Provincia, Comune e sindacati devono di nuovo esprimersi sulla vicenda». Non si capisce, nelle parole di Buratti, quale sia lo strumento del diritto amministrativo che consente questo passaggio agli stessi Enti che già hanno avuto modo di esprimersi mediante voto nel Comitato portuale che ha determinato il no al frazionamento appena un anno fa.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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