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Accordo fra Henraux e Comune sui piani di bacini del marmo

Accordo fra Henraux e Comune sui piani di bacini del marmo

L’iniziativa presa dalla società guidata da Paolo Carli che ha in mano la maggior parte delle aree Il protocollo già approvato dal consiglio di Seravezza: senza piano, vietato aprire nuove cave

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SERAVEZZA. Il consiglio comunale ha approvato il protocollo d’intesa con Henraux per la redazione dei piani di bacino.

I piani sono previsti dalla nuova legge approvata nel novembre 2014, e nel Piano Paesaggistico Regionale, efficace dal maggio dello scorso anno.

Il primo ad attivarsi è stato il Comune di Seravezza che, avendo sul proprio territorio ben tre bacini, già alla fine di luglio, a soli due mesi dalla messa in efficacia del Piano regionale, ha avviato le consultazioni con gli enti, le società e le associazioni interessate ai piani di dettaglio, con lo scopo di costruire i quadri conoscitivi degli stessi. Sulla base della nota inviata dal Comune, la Società Henraux, guidata da Paolo Carli, ha manifestato «la propria intenzione di promuovere direttamente la loro formazione, relativamente ai bacini di cui risulta titolare, che rappresentano la maggioranza di quelli insistenti sul territorio di Seravezza. A tal fine ha creato un apposito gruppo di lavoro interdisciplinare, con all’interno figure di primissimo piano della disciplina paesaggistica nazionale, come il professor Massimo Sargolini dell’Università di Camerino, tra i maggiori esperti in Italia in materia di pianificazione paesaggistica e di aree protette, e l’avvocato Enrico Amante, presidente della Sezione Toscana dell’Istituto Nazionale di Urbanistica».

Vista la volontà dell’Henraux di investire –scrive ancora il Comune – «risorse e conoscenza sui piani e considerato l’alto profilo dei consulenti individuati, il Comune ha deciso instaurare un rapporto di sinergia tra l’ente locale e la Società con lo scopo di promuovere ai più alti livelli la qualità tecnica e amministrativa degli atti. Il fatto che in assenza del piano attuativo a scala di bacino estrattivo, non è ammessa l'apertura di nuove attività estrattive né la riattivazione di cave dismesse, manifesta infatti la sussistenza d’interesse pubblico all’approvazione dei piani, in quanto strumentali alla corretta gestione paesaggistica e al proficuo sfruttamento della risorsa e, conseguentemente, all’efficace prosecuzione dell’attività produttiva del comparto.

Per dare compimento a questo rapporto nella seduta del 3 febbraio il Consiglio comunale ha approvato una bozza di protocollo d’intesa nella quale sono definiti «i principi per un rapporto tra le due parti al fine di un equilibrato sviluppo degli interessi pubblici e privati coinvolti nella predisposizione, adozione e approvazione dei piani di bacino. Una volta siglato l’atto, il gruppo di lavoro – coadiuvato dal responsabile del Settore Urbanistica del Comune – inizierà i confronti con la Regione per la definizione degli studi necessari a costruire i quadri conoscitivi dei due piani».

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