Sicurezza
Nasce un nuovo ente per gestire a S. Anna il parco ed il museo
Voto in Regione per smuovere anche i finanziamenti Contraria la Lega Nord che parla di ennesimo carrozzone
STAZZEMA. Sarà un'istituzione, ovvero un tente, l'organo di gestione del Parco della Pace a Sant'Anna di Stazzema. È quanto prevede una legge approvata ieri a maggioranza dal consiglio regionale della Toscana, con il voto contrario della Lega Nord.
Il Comune di Stazzema dovrà costituire l'apposita istituzione, che ha lo scopo di promuovere la cultura della pace, il riconoscimento delle memorie storiche e l'integrazione tra i popoli. A tal fine saranno organizzati incontri, manifestazioni, convegni, mostre e spettacoli sui temi della pace e del disarmo. Saranno inoltre promossi studi e pubblicazioni, con assegnazione di premi a persone o enti. Sarà infine valorizzato il Museo storico della Resistenza. A illustrare l'atto in aula è stato il presidente della commissione sviluppo economico, Gianni Anselmi (Pd), che ha ricordato come la legge regionale del 2002 prevedeva per la gestione del Parco nazionale della pace la costituzione di una fondazione, della quale era parte integrante il Museo storico della Resistenza. Il Museo è stato però riconosciuto nel maggio scorso come bene demaniale di interesse culturale, inalienabile ed indisponibile. Per questo il Comune di Stazzema non può più conferirlo nel patrimonio della fondazione, che non risulta più il modello di gestione più adatto. Si è dunque pensato ad una diversa forma, l'istituzione appunto, prevista dal testo unico degli enti locali come ente strumentale.
La Regione Toscana parteciperà con un proprio rappresentante nell'organo di amministrazione e garantirà nel frattempo il contributo annuale per le attività.
«È una legge molto attesa dai pochi superstiti e dai familiari delle vittime di quella terribile strage, costata la vita a 560 persone, di cui 130 bambini» ha sottolineato Stefano Baccelli (Pd), presidente della commissione ambiente. «Abbiamo un bisogno assoluto di valorizzare il Parco della Pace - ha aggiunto – il nostro viaggio nella memoria è ancora a metà».Critico Jacopo Alberti (Lega Nord) che ha spiegato come il Carroccio sia «contrario ad un meccanismo di gestione, che assorbe soldi pubblici distratti alle reali necessità dei cittadini, per tenere in piedi apparati politico burocratici del tutto inutili».
Insomma la Lega teme l’ennesimo carrozzone. «Quei soldi 'distrattì sono tra i finanziamenti pubblici spesi meglio», ha replicato Marco Niccolai (Pd), sottolineando la necessità di conservare la memoria di quanto accaduto.
«Quei valori di libertà e di rispetto della persona - ha aggiunto - devono essere assolutamente promossi».
«Non contestiamo il ricordo e la memoria - ha dichiarato Elisa Montemagni, della Lega Nord ma soprattutto l’unico consigliere regionale in Versilia – cContestiamo qualcosa di diverso. E assurdo creare un ente, con i soldi dei cittadini, per fare qualcosa che già si fa». Il presidente del Consiglio toscano Eugenio Giani ha lanciato un «invito alla massima pacatezza ed al rispetto per i 560 morti, donne, vecchi e bambini, colpiti da un lanciafiamme in Chiesa. Qui si sta creando un'istituzione, non un nuovo ente, con dipendenti di un comune, che supera di poco i mille abitanti».
Giani ha ricordato che la creazione di questo ente è stata richiesta in più occasioni, anche di fronte al presidente del Senato Pietro Grasso, «con gli occhi pieni di lacrime», da Enrico Pieri, presidente dell'Associazione Martiri di Stazzema.
«Il piccolo comune sta facendo tutto quanto può - ha aggiunto - occorre uno strumento organizzativo, basato sul volontariato e su dipendenti comunali, con costi sostanzialmente nulli, che razionalizzi gli interventi».
Il voto favorevole del gruppo Toscana-Si è stato dichiarato da Paolo Sarti, secondo il quale il nostro paese sta perdendo la memoria in vari campi e deve essere «richiamato al ricordo della stupidità della guerra, che non ha senso mai, da qualunque principio si parta». Per fare questo, a suo giudizio, occorre investire dei soldi ed occorre qualcuno che se ne occupi.
Resta da capire perchè della necessità di questo ente si è rimasti all’oscuro per troppo tempo, quando a Sant’Anna c’è ancora tantissimo da fare.
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