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Baccatoio, bonifica indispensabile

Baccatoio, bonifica indispensabile

Lo ribadisce l’Arpat mentre l’acqua color ruggine continua a dividere

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PIETRASANTA. È scontro fra maggioranza e opposizione sulla colorazione anomala (arancione, ndr) del fosso Baccatoio. All’amministrazione comunale che motiva il tutto con la presenza di sedimenti derivanti dalla miniera di ferro, replica Nicola Conti, Pd. «La reazione spropositata e sulla difensiva dell’assessore Tartarini nei confronti dell’Associazione tutela ambientale della Versilia che ha denunciato il fatto, lascia chiaramente intendere la difficoltà dell’attuale maggioranza a rispondere alle emergenze ambientali del nostro territorio. E poi è mai possibile che con le scarse piogge di questi giorni ci sia un dilavamento di sedimenti tale da contaminare irrimediabilmente il Baccatoio? L’amministrazione, a prescindere, dovrebbe allora attivarsi ad arginare ed impedire il dilavamento suddetto e portare avanti il piano di caratterizzazione iniziato dalla’amministrazione Lombardi. Il caso tallio, la bonifica dell’ex-Edem e di Falascaia che continuano incessantemente a contaminare terreni, falda ed acque superficiali, la questione della balneabilità, dell’efficienza dei depuratori e degli scarichi abusivi, la pineta de La Versiliana trasformata in un prato all’inglese, i miasmi al Lago di Porta questi sono tutti argomenti dove l’amministrazione, ed in particolare l’assessorato all’ambiente, latitano, con la Commissione comunale preposta riunitasi solo due volte senza mai trattarele vere problematiche. Se davvero l’amministrazione Mallegni vuole dimostrare - rilancia Conti - di essere trasparente, convochi un’assemblea pubblica per parlare di tutti questi rischi per la salute e l’ambiente».

Giovanni Bresciani, residente di Valdicastello, prova a fare chiarezza sulla questione . «Il canale dell'Angina, perchè è questo il suo vero nome fino ad un tratto di Valdicastello, non diventa arancione improvvisamente quando piove perché è da circa 50 anni che ha quel colore: mio padre ci faceva il bagno quando aveva 10 anni ed è del 1944 e l'acqua era chiara. E tutto deriva dagli scavi della dismessa miniera Ex Edem ed in particolare dal giacimento di Monte Arsiccio».

Ma una nota di Arpat non sembra affatto rassicurare proprio i residenti. «Non è una novità questa colorazione. È noto a tutti sin dal 2009, grazie ai nostri accertamenti, che la miniera ex Edem di Valdicastello (acquisita dal Comune) doveva essere bonificata e che le acque ed i sedimenti del torrente Baccatoio presentavano una forte contaminazione da metalli pesanti, in particolare zinco, arsenico, cadmio, piombo, mercurio, ed anche ferro (da cui molto probabilmente la colorazione in questione). Solamente dando corso alle opere di bonifica si potrà pensare di mettere in sicurezza il Baccatoio, che allo stato resta fortemente inquinato».

Luca Basile

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