Sicurezza
Ascoltare l’allarme del 2007 avrebbe fermato l’intero sistema
VIAREGGIO. «L'ordinanza dell’Eba (2007, ndr) avrebbe fermato tutto il traffico merci europeo». Hans-Joachim Wirtgen, dirigente della Vtg, la principale società europea di trasporto merci su ferrovia,...
VIAREGGIO. «L'ordinanza dell’Eba (2007, ndr) avrebbe fermato tutto il traffico merci europeo». Hans-Joachim Wirtgen, dirigente della Vtg, la principale società europea di trasporto merci su ferrovia, dove si occupa di sicurezza, ma anche membro della Task Force che l’Unione europea creò dopo il disastro ferroviario di Viareggio, e molte altre cose ancora in ambito ferroviario europeo, risponde così al pubblico ministero Giuseppe Amodeo. Il quale pone, nell’aula sonnacchiosa del tardo pomeriggio, la più semplice delle domande. E sbaraglia d’un colpo il castello del sistema di manutenzioni ferroviari in Europa. «Perché per voi era impossibile applicare la circolare Eba?», domanda Amodeo. E la risposta fa sobbalzare. Perché Eba (l’equivalente tedesco dell’Agenzia italiana per la sicurezza ferroviaria) nella circolare del luglio 2007 seguita alla catena di incidenti ferroviario che lungo tutta l’Europa andava coinvolgendo treni merci e gli assili del loro carri non poneva certo condizioni impossibili. I treni andavano deragliando da mesi e gli organismi investigativi lungo i binari di mezza Europa avevano dato l’allarme sugli assili tedeschi montati sotto i carri. Eba prende atto e raccomanda: «L'immagazzinamento, la protezione con nylon ed il trasporto delle sale sono da eseguire con molta attenzione. È necessario effettuare regolari controlli visivi sugli assi e, alla verifica di una mancanza, prendere immediatamente i necessari provvedimenti o inviare l'asse ad un'officina di manutenzione per ulteriori controlli. È da verificare quali iniziative transfrontaliere e a livello di imprese siano necessarie. In caso di danneggiamento dello strato di vernice anticorrosione, la sala è da sverniciare, controllare e riverniciare con l'anticorrosivo».
Adempiere a queste prescrizioni minime avrebbe, dunque, fermato il trasporto merci lungo ferrovia. Lungo tutta quell’Europa che - lo hanno raccontato testimonianza dopo testimonianza gli esperti portati dai difensori degli imputati stranieri - si era data il manuale Vpi, eletto a “Bibbia” delle manutenzioni e dei detentori dei carri privati. E con quello alla mano portava nelle officine incaricate la “benedizione” di autorizzazioni, audit, e quanto altro è stato raccontato, incrociando con disinvoltura controllati e controllori. Un sistema davvero messo bene se a fermarlo sarebbe davvero bastato l’ordinanza Eba, rimasta lettera morta fino ai trentadue morti di Viareggio. (d.f.)
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