La manifestazione
Cerpelli, primo vertice con i dirigenti
Incontro in Confindustria a Lucca, dove Fiom chiederà il ritiro dei licenziamenti. In fabbrica la senatrice Paglini (M5s)
QUERCETA. «In un paese normale, se un ramo produttivo non funziona si taglia le teste dei dirigenti, in Italia si tagliano i dipendenti. E queste sono scelte politiche di chi ha l’intenzione di svilupparsi sulla finanza e non sull'economia locale».
Il Senato ieri è arrivato a Querceta, nello stabilimento Cerpelli Pompe. A prendere parola in difesa dei 30 lavoratori versiliesi è stata i la senatrice del Movimento 5 Stelle Sara Paglini. Eletta al parlamento nel 2013 a Carrara, e membro della Commissione lavoro e previdenza sociale. Sara Paglini, su indicazioni degli attivisti grillini della Versilia Storica, ha portato il caso in Senato, con un’interrogazione. Ieri i è entrata nello stabilimento di Seravezza che è gestito dalla Finder Pompe di Lecco. I dirigenti della società, ad inizio anno, sono piombati qui e hanno comunicato senza mezzi termini la volontà di licenziare tutti.
«Tutto ciò nell’ottica del profitto senza idea di cosa possa voler dire lo sviluppo di un territorio, e questo non possiamo permettercelo - ha tuonato Paglini davanti ai cancelli della ditta – quello della Cerpelli è uno dei tanti casi che si stanno verificando in Italia. Abbiamo già presentato un’interrogazione al Ministro dello sviluppo economico Federica Guidi, e del lavoro Giuliano Poletti».
Stamani i rappresentati sindacali e alcuni operai incontreranno i dirigenti Finder. Il colloquio si svolgerà nella sede di Confindustria a Lucca. Si chiederà che l’azienda ritiri la procedura di mobilità per tutti i dipendenti, come ha spiegato Nicola Riva della Fiom Cgil. Per poi trovare altre strade, o addirittura tenere a galla lo stabilimento di Querceta. Ma questo dipenderà soprattutto dalla forza di chi ci lavora. «Bisogna riaprire la partita con una platea più grande di persone – ha detto Riva – capire se si possono attivare gli ammortizzatori sociali, e al contempo dobbiamo riflettere se ci sono le condizioni per tornare a produrre altri prodotti possibili e immaginabili per le attività di pompaggio».
Altra mossa, che metterà in atto la Senatrice 5 Stelle, sarà quella di scrivere alla Dover Corporation, per un incontro. L'obiettivo è sensibilizzare chi conta veramente, anche se la Dover ha circa 30 mila dipendenti sparsi per il mondo. «L’economia reale si sta spostando verso paesi dove i costi sono inferiori e le regole per la salvaguardia del territorio non esistono» ha ricordato Sara Paglini. Presenti anche alcuni amministratori locali, come il vicesindaco Valter Bacci, che è intervenuto, il consigliere Riccardo Cavirani e l’assessore Valentina Salvatori.
La senatrice ha provato anche a spronare gli operai, perché non si arrendano di fronte a dirigenti «che non gliene frega niente della Cerpelli». Ma allo stesso tempo ha fatto intuire che in Parlamento potrà urlare tanto, ma «di fronte ho persone come Ichino o Sacconi che hanno portato avanti il Jobs Act». Però Sara Paglini si è detta pronta a montare sui tetti per manifestare insieme ai lavoratori, perché l’obiettivo più importante è fare leva sui media.
Tiziano Baldi Galleni
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