Il Tirreno

Versilia

Cerpelli, primo vertice con i dirigenti

Cerpelli, primo vertice con i dirigenti

Incontro in Confindustria a Lucca, dove Fiom chiederà il ritiro dei licenziamenti. In fabbrica la senatrice Paglini (M5s)

3 MINUTI DI LETTURA





QUERCETA. «In un paese normale, se un ramo produttivo non funziona si taglia le teste dei dirigenti, in Italia si tagliano i dipendenti. E queste sono scelte politiche di chi ha l’intenzione di svilupparsi sulla finanza e non sull'economia locale».

Il Senato ieri è arrivato a Querceta, nello stabilimento Cerpelli Pompe. A prendere parola in difesa dei 30 lavoratori versiliesi è stata i la senatrice del Movimento 5 Stelle Sara Paglini. Eletta al parlamento nel 2013 a Carrara, e membro della Commissione lavoro e previdenza sociale. Sara Paglini, su indicazioni degli attivisti grillini della Versilia Storica, ha portato il caso in Senato, con un’interrogazione. Ieri i è entrata nello stabilimento di Seravezza che è gestito dalla Finder Pompe di Lecco. I dirigenti della società, ad inizio anno, sono piombati qui e hanno comunicato senza mezzi termini la volontà di licenziare tutti.

«Tutto ciò nell’ottica del profitto senza idea di cosa possa voler dire lo sviluppo di un territorio, e questo non possiamo permettercelo - ha tuonato Paglini davanti ai cancelli della ditta – quello della Cerpelli è uno dei tanti casi che si stanno verificando in Italia. Abbiamo già presentato un’interrogazione al Ministro dello sviluppo economico Federica Guidi, e del lavoro Giuliano Poletti».

Stamani i rappresentati sindacali e alcuni operai incontreranno i dirigenti Finder. Il colloquio si svolgerà nella sede di Confindustria a Lucca. Si chiederà che l’azienda ritiri la procedura di mobilità per tutti i dipendenti, come ha spiegato Nicola Riva della Fiom Cgil. Per poi trovare altre strade, o addirittura tenere a galla lo stabilimento di Querceta. Ma questo dipenderà soprattutto dalla forza di chi ci lavora. «Bisogna riaprire la partita con una platea più grande di persone – ha detto Riva – capire se si possono attivare gli ammortizzatori sociali, e al contempo dobbiamo riflettere se ci sono le condizioni per tornare a produrre altri prodotti possibili e immaginabili per le attività di pompaggio».

Altra mossa, che metterà in atto la Senatrice 5 Stelle, sarà quella di scrivere alla Dover Corporation, per un incontro. L'obiettivo è sensibilizzare chi conta veramente, anche se la Dover ha circa 30 mila dipendenti sparsi per il mondo. «L’economia reale si sta spostando verso paesi dove i costi sono inferiori e le regole per la salvaguardia del territorio non esistono» ha ricordato Sara Paglini. Presenti anche alcuni amministratori locali, come il vicesindaco Valter Bacci, che è intervenuto, il consigliere Riccardo Cavirani e l’assessore Valentina Salvatori.

La senatrice ha provato anche a spronare gli operai, perché non si arrendano di fronte a dirigenti «che non gliene frega niente della Cerpelli». Ma allo stesso tempo ha fatto intuire che in Parlamento potrà urlare tanto, ma «di fronte ho persone come Ichino o Sacconi che hanno portato avanti il Jobs Act». Però Sara Paglini si è detta pronta a montare sui tetti per manifestare insieme ai lavoratori, perché l’obiettivo più importante è fare leva sui media.

Tiziano Baldi Galleni

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze