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VIAREGGIO. L’Autorità nazionale anticorruzione ha aperto un fascicolo sulla vicenda della nomina di Brunero Baldacchini - già direttore generale della Asl Versilia - a commissario della stessa Asl,...

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VIAREGGIO. L’Autorità nazionale anticorruzione ha aperto un fascicolo sulla vicenda della nomina di Brunero Baldacchini - già direttore generale della Asl Versilia - a commissario della stessa Asl, oggi non più in carica.

La contestazione all’incarico fu sollevata dai revisori dei conti dell’Azienda sanitaria (presidente Gianfranco Antognoli, con i componenti Giuseppe Peri, Pieranna Scapeccia, Paolo Garzi e Luca Nannini) che interessarono del caso la Corte dei Conti della Toscana. E, successivamente, l’Autorità nazionale anticorruzione ed ancora - più recentemente - il ministero della Funzione pubblica. In difesa della scelta fatta si è già espressa, nei mesi scorsi, la Regione dalla quale la nomina dipendeva.

La funzione svolta da Baldacchini - così hanno sempre indicato i revisori - contrasterebbe con l’articolo 6 del decreto legge 90/2015 (legge Madia) e con l’articolo 13.8 della legge regionale numero 28/2015. Nonostante la risposta della Regione, i revisori dei conti della Asl restano fermi sulle perplessità espresse.

Anche la Corte dei Conti ha aperto un fascicolo, non appena ricevuta la segnalazione, ma al momento non sono prevedibili i tempi per l’esito del lavoro della magistratura contabile.

Certo, se la tesi dei revisori dovesse trovare ragione (ci sono provvedimenti dell’Autorità anticorruzione che vanno in questo senso su vicende simili accadute in altre parti d’Italia) qualcuno, anche in Regione, sarebbe chiamato a pagare.

Donatella Francesconi

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