Sicurezza
Il David di Michelangelo sfilerà con le parti intime coperte da un telo
Lo ha annunciato il carrista Fabrizio Galli dopo il caso diplomatico scoppiato dopo i nudi nascosti durante la visita del presidente iraniano Rouhani
VIAREGGIO. Un grosso lenzuolo di tela coprirà le parti intime del David di Michelangelo prima dell'inizio del corso mascherato di apertura. Lenzuolo che poi sarà allegramente rimosso non appena partirà la sfilata dei carri. Così il carrista Fabrizio Galli "giocherà" sulla figuraccia mondiale che l'Italia ha rimediato in occasione della recente visita di Stato del presidente iraniano Rouhani a Roma, quando qualche funzionario troppo zelante ha nascosto con alcuni pannelli di legno le statue nude dei musei capitolini per non urtare la suscettibilità dell'illustre ospite islamico.
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L'idea è nata all'indomani delle vibranti polemiche che hanno accompagnato la decisione italiana di coprire le sculture classiche in segno di un (presunto e discutibile) rispetto della sensibilità legata alla religione musulmana del capo dell’esecutivo di Teheran. Visto che il carro di Fabrizio Galli - dal titolo Barbarians - ha come protagonista proprio il David così come Michelangelo Buonarroti lo ha creato all’inizio del Cinquecento (ossia orgogliosamente nudo), il costruttore ha pensato bene di ironizzare sul pasticcio diplomatico che ha avuto come protagonista l'Italia. Ed ha perciò deciso che fra sette giorni, in occasione del primo corso mascherato, le parti basse del protagonista del capolavoro michelangiolesco sfileranno inizialmente coperte e dunque non visibili agli spettatori presenti sui viali a mare. «Stiamo preparando un grosso telo di pelouche - racconta Fabrizio Galli - che all'inizio nasconderà il fallo marmoreo del David. Poi, naturalmente, il telo sarò tolto e il pubblico del Carnevale potrà ammirare la statua in tutta la sua completezza».
Anche il tema del carro - una denuncia di tutte le barbarie - è in qualche modo legato all'episodio che ha avuto come protagonista la visita romana del presidente iraniano. «Barbarie - spiega Galli - non sono solo e soltanto azioni di violenza materiale. Possono essere barbare anche certe scelte che violentano una forma di cultura come indubbiamente è quella dell'arte classica italiana. Per questo ciò che è avvenuto è legato molto più di quanto non sembri a prima vista alla tematica della mia costruzione di quest’anno».
Al momento il “siparietto” sulle nudità del David di Michelangelo è in programma in occasione dell’inizio del primo corso. Ma se - come molto probabile - l’idea avrà successo, la copertura e scopertura delle parti basse della scultura potrebbe essere ripetuta anche in piazza Mazzini (da sempre palcoscenico privilegiato dei carri che sfilano) e - perché no - anche in occasione della diretta Rai del martedì grasso (9 febbraio) in modo che la ventata di sarcasmo che parte dai viali a mare di Viareggio possa arrivare a tutti gli italiani attraverso le immagini televisive.
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