Gioco
Carnevale di Viareggio: maschere sui carri prigioniere delle coreografie
La polemica lanciata dal cantautore Gianluca Domenici: "Si è persa quella spontaneità e quella gioia di divertirsi che animava i carri fino a qualche anno fa"
VIAREGGIO. Basta con i figuranti dei carri in ostaggio di coreografie sempre più rigide e invadenti. A lanciare il grido d'allarme per un ritorno alla spontaneità delle maschere che animano le costruzioni che sfilano durante il corso è Gianluca Domenici, popolarissimo cantautore di brani carnevaleschi fra cui veri e propri must come Delafia, Il samba del viareggino o Il mambo del lucchese. Giovedì sera, durante la presentazione del suo nuovissimo album, dal palco del Macondo,
[[atex:gelocal:il-tirreno:versilia:cronaca:1.12866819:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/versilia/cronaca/2016/01/30/news/carnevale-di-viareggio-ecco-il-nuovo-cd-di-gianluca-domenici-1.12866819]]
Domenici ha affrontato la questione coreografie - che ormai da alcuni anni divide i carnevalari fra favorevoli e contrari - schierandosi apertamente dalla parte di quei costruttori che non impongono ferree regole ai propri figuranti durante la sfilata. Raccogliendo una vera e propria ovazione fra i presenti. L'occasione è stata la presentazione della canzone La ciurma, inno appositamente composto per il decennale del gruppo dei figuranti di Emilio Cinquini e che fa parte del cd. Prima dell'esecuzione del brano, Domenici ha condannato dal palco l'eccesso di rigidità dovuto alle coreografie. «Ormai si è persa quella spontaneità e quella gioia di divertirsi che animava i carri fino a qualche anno fa. Ora vedi passare certi carri e ti accorgi che, stretti in coreografie sempre più studiate a tavolino, nessuno si diverte più», ha detto in sintesi Domenici.
[[atex:gelocal:il-tirreno:versilia:cronaca:1.12874658:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.12874658:1652193047/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Il cantautore viareggino, in realtà, non condanna in assoluto il ricorso alle coreografie. «Certi spettacoli ai piedi del carro sono sicuramente apprezzabili quando il carro entra in piazza Mazzini. Però poi quando la costruzione sfila nelle altre zone del circuito i carristi dovrebbero lasciare maggiore libertà alle maschere. E invece questo non accade...»
La polemica, fino ad ora, è sempre rimasta sottotraccia. Però da tempo cova nei gruppi dei figuranti. E spesso si sono registrati passaggi di maschere da un carro ad un altro proprio a causa delle coreografie troppo vincolanti. E dell’impegno (inteso come prove che cominciano mesi prima dell’inizio del Carnevale) che per metterle in piedi si richiede a ciascuna maschera in termini di tempo.
Naturalmente c’è anche il partito di coloro che vedono nelle coreografie dei carri un sensibile incremento della qualità dello spettacolo offerto agli spettatori. E in tanti si sottopongono più che volentieri a settimane di prove collettive per studiare i movimenti dei figuranti a terra e sul carro.
Il dibattito è aperto. E, come spesso accade, non c’è una sola verità...
[[atex:gelocal:il-tirreno:versilia:cronaca:1.12874659:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.12874659:1652193047/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

