Sicurezza
Alla Migliarina impianto per l’umido dotato di gasometro
Sorgerà in via degli Aceri, a fianco dell’attuale depuratore Per il progetto ci sarà la Valutazione di impatto ambientale
VIAREGGIO. «Non è possibile escludere che il progetto determini impatti negativi significati sull'ambiente», scrive la Regione Toscana nel decreto 3096 (8 luglio 2015) con il quale assoggetta alla procedura di Valutazione di impatto ambientale l'impianto che Sea Risorse intende costruire alla Migliarina per il trattamento di 15.000 tonnellate annue di rifiuti organici, funzionale all’incremento della raccolta differenziata e dunque da realizzare in tempi bre. A metà gennaio la società pubblico-privata ha presentato domanda di avvio del procedimento. «Vista la buona riuscita della sperimentazione - si legge nella relazione tecnica firmata dall'amministratore delegato di Sea Risorse, Alberto Corsetti e dall'ad di Sea Ambiente, Alessia Scappini - Sea Risorse ha intenzione di realizzare nell'area della linea fanghi del depuratore di Viareggio una codigestione anaerobica della forsu (frazione organica del rifiuto solido urbano, ndr) con il fango di supero proveniente dalla linea acque».
Siamo alla Migliarina, in via degli Aceri, 20 e - continua la relazione - «l'obiettivo è quello di riconvertire la linea fanghi del depuratore comunale ad impianto di trattamento e recupero di rifiuti organici da differenziata. Questo farebbe sì che l'impianto divenisse strategico in parte anche per la provincia di Lucca che risulta carente di impianti per il trattamento di queste tipologie di rifiuti».
I flussi in ingresso alla linea fanghi saranno così suddivisi: 15.000 tonnellate di rifiuto organico da raccolta differenziata e da raccolta selettiva dei rifiuti speciali non pericolosi; 182.500 metri cubi di fango di supero (scarico) proveniente dall'ossidazione della linea acque; 5.580 metri cubi di bottini dalla sezione di pretrattamento in gestione a Gaia.
Non si tratta di costruire un impianto nuovo, ma di lavorare su quanto già esistente così descritto: «La configurazione e dotazione impiantistica attuale della linea fanghi, a parte opere minori fatte nel tempo, risale al 2000-2001». Da allora «le principali strutture della linea non sono state sottoposte a manutenzione straordinaria». Così che la stessa Sea Risorse (ma il Comune ha mai verificato/vigilato negli anni?) deve dichiarare che «sulla base dei dati progettuali sono emerse alcune criticità e inefficienze dell'impianto». L'elenco comprende, tra l'altro, «la scarsa automazione del processo, lo scarso contenimento degli odori legato alla vetustà delle strutture e degli impianti di trattamento che non consentono di massimizzare i processi completando l'abbattimento delle emissioni».
L’impianto. Cosa farà l’impianto è così sintetizzabile: «La digestione anaerobica ad umido è un processo tecnologico di trattamento dei rifiuti organici». Entrano nell'impianto fanghi di depurazione, forsu, speciali, agroalimentari, biomasse, deiezioni animali. Ed escono: digestato (una frazione con la consistenza di un fango ispessito), biogas (ad elevato contenuto di metano); surnatante (frazione liquida carica di sostanze nutrienti che va trattata in depuratore).
Il gasometro. Il gas biologico prodotto nel digestore anaerobico è inviato ad una stazione di accumulo. Per la combustione dell'eccedenza di biogas non utilizzato è presente una torcia che interviene automaticamente evitando una fuoriuscita di gas dalla valvola di sicurezza. La portata di gas combustibile è di 150 Nm3/h (normal metro cubo).
Il biogas prodotto contiene in volume una percentuale di idrogeno solforato al fine di proteggere la camera di combustione della caldaia e di evitare emissioni da combustione dannose. Prima della combustione in caldaia o nel cogeneratore, viene sottoposto a desolforazione tramite torre di lavaggio a soda caustica.
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