Il Tirreno

Versilia

Viareggio, spaccatura insanabile tra Pd e delghingariani

Valentina Landucci
L'incontro organizzato da Baldini sulla sentenza del Tar
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L'incontro organizzato da Baldini sulla sentenza del Tar

I vertici del partito partecipano all’iniziativa di Baldini sulla sentenza del Tar: sindaco e assessori insorgono. E la senatrice Granaiola chiede la testa di Dati

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VIAREGGIO. Sabato 30 il commissario viareggino del Pd, Giuseppe Dati, ha deciso - con altri esponenti del partito - di partecipare al convegno dell’ex candidato sindaco di Lega Nord e liste civiche, Massimiliano Baldini, sulla sentenza del Tar che mette in pericolo la vittoria alle comunali di Giorgio Del Ghingaro, che del Pd - nonostante non gli sia stata rilasciata (per ora) la tessera - si sente parte. Quella sentenza, cioè, che come ormai noto impone il riconteggio dei voti in alcuni seggi cittadini per irregolarità riscontrare nei verbali dei seggi.

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E a Viareggio è come se suonasse la campanella l’ultimo giorno di scuola: liberi tutti, più o meno in ordine sparso, a testimoniare quello che è noto da tempo ormai: il Pd cittadino è lacerato da divisioni profonde che a ridosso del prossimo congresso si accentuano tanto da sembrare insanabili.

Giusto o non giusto partecipare all’appuntamento in città? Di certo non si è trattato “solo” di un appuntamento tecnico-divulgativo. Ma di un incontro politico in senso proprio: perchè la sentenza del Tar è di un organo “terzo” ma al voto, se sarà necessario tornarci, ci andranno i partiti. E la politica, senza dubbio tutta quella che sta all’opposizione ma non solo quella, da Baldini c’era. Per difendere il diritto a un voto trasparente? Certo. Ma forse anche per dare un segnale. Che chiaramente chi vede messa in discussione oggi la propria vittoria elettorale non ha gradito.

Tra questi il “braccio destro” di Del Ghingaro, l’assessore Valter Alberici. «Vedere i rappresentanti locali di quello che dovrebbe essere, e il condizionale è d'obbligo a questo punto, il Partito Democratico - afferma - gomito a gomito con quelli della Lega e delle altre forze dell'opposizione, ha dell'inverosimile. Mi chiedo come sia possibile che il mio partito, dal quale mi sono sempre sentito rappresentato, sia caduto così irrimediabilmente nel baratro dell'incertezza. Un partito, il Pd viareggino, che resta in mano ai soliti noti: Attila della politica, che dove passano loro non crescono più i voti».

A fargli eco, qualche ora dopo, è tutto lo schieramento delghingariano. Dai “fedelissimi” - ai quali dal Pd viene contestata la fede democratica - Paola Gifuni (presidente del consiglio comunale, Sandra Mei e Laura Servetti (assessori) passando per tutti i consiglieri di maggioranza che commentano sinteticamente: «È una giornata memorabile per Viareggio. La città ha potuto finalmente capire che in via Regia non si esiterà a sventolare bandiere verdi per mantenere vivi interessi personali e, pur malridotte, poltrone». In una parola: «Il Pd ha preso una decisione… e ha scelto la Lega».

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Fino alla principale sostenitrice di Del Ghingaro, la senatrice Manuela Granaiola (che invece la tessera del Pd ce l’ha) che condanna Dati e descrive lui e l’attuale dirigenza del partito come coloro che vivono «all'ombra della Lega e di quella destra viareggina che porta con sè le maggiori responsabilità del fallimento amministrativo di questa città. All’ombra di quella destra qualcuno nel Pd spera di riuscire di veder risolti i propri problemi politici attraverso tribunali o commissioni di garanzia, anche a costo di consolidare vecchie divisioni, generare incertezze e procurare nuova precarietà amministrativa alla città.Non posso fare a meno di domandarmi quanto questi orientamenti, fortemente perseguiti dall'attuale commissario, possano rappresentare una "strategia vincente" per il Pd e soprattutto per la città. Credo sia giunta l'ora di decidere e fare chiarezza; capire se si vuole operare per ricostruire o se quella imboccata dal commissario Dati sia veramente la strada che il Pd a tutti i livelli - a partire da quello regionale - intende continuare ad assecondare».

A prendere posizione anche SinistraDem che con Bruna Dini taglia corto: «Fossimo stati noi di SinistraDem a guidare la federazione versiliese del Pd, non crediamo saremmo andati all'incontro al Fienile». Il motivo? Il convegno di Baldini è, per SinistraDem Versilia «il primo atto di una nuova campagna elettorale».

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