Il Tirreno

Versilia

Lupi sempre più vicini alle abitazioni e c’è chi li sfama

di Tiziano Baldi Galleni
Lupi sempre più vicini alle abitazioni e c’è chi li sfama

Avvistati due esemplari in un paesino di Stazzema I tecnici faunistici del Parco: non bisogna dar loro del cibo

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STAZZEMA. Prime prove di convivenza tra i lupi delle Alpi Apuane e gli abitanti dello stazzemese. Anche se l’uomo e il lupo – secondo gli esperti – è meglio che non siano amici, e mantengano le distanze. Ma si sa, il selvaggio che assume atteggiamenti antropomorfi ha da sempre affascinato. Di storie – oltre a quelle sui libri di favole – ce ne sono tante: dai cinghiali addomesticati, alle volpi che si recano sugli usci delle case per cibarsi. E da oggi, c’è anche chi tenta di sfamare i lupi con i resti della cena.

È successo in un paesino di Stazzema, uno dei più in quota. Dove nelle ultime settimane si sono registrati diversi avvistamenti di due esemplari lupo. Secondo quanto riferito dai ricercatori del Parco delle Apuane, sono stati notati lungo la strada, e nelle vicinanze del paese, anche in orario diurno.

L’ultimo episodio descritto è stato quello di un esemplare notato vicino a dei cassonetti dell’immondizia. Dal Parco hanno preferito non rivelare il luogo esatto dell’avvistamento. Ma hanno deciso di dispensare consigli ai cittadini: non sussiste nessun pericolo, però «qualsiasi selvatico fuori dal proprio ambiente può cambiare atteggiamento» mette in guardia Paola Fazzi, tecnico faunistico del Parco Regionale delle Alpi Apuane. «Bisogna evitare di farli diventare confidenti, loro di indole non lo sono – prosegue Paola Fazzi. Dobbiamo continuare a fargli fare “i lupi” come hanno sempre fatto, senza modificare il loro comportamento».

Dunque ci sono alcuni atteggiamenti che è bene evitare. Considerato anche che sulle Apuane attualmente sono presenti per adesso solo due branchi di lupi: uno che gravita nelle Apuane settentrionali, e l’altro in quelle centro-meridionali. A tal proposito il Parco Regionale delle Alpi Apuane ha avviato un lavoro di monitoraggio costate. «Il lupo è un animale naturalmente diffidente verso l’uomo, ma come tutti i canidi è attratto dai resti alimentari, può quindi accadere – spiega la tecnica del Parco - che si avvicini alle case nei paesi, soprattutto se i paesi sono inseriti in un contesto montano. Per mantenere i lupi lontani – prosegue - è necessario evitare di attrarre nelle vicinanze gli animali selvatici loro prede, non lasciare avanzi o sacchetti fuori dai cassonetti né intorno alle case, e non cercare volutamente di alimentarli. Trovano cibo a sufficienza nei boschi, rispettiamo la loro natura selvatica».

Ma cosa potrebbe succedere trovandosi faccia a faccia con un lupo? «L’incontro con un lupo (o con più individui) non è pericoloso per l’uomo, può accadere che il lupo si fermi ad osservarci – rassicura Paola Fazzi - prima di andarsene, ma se si preferisce evitare questa situazione, qualche urlo e un po' di confusione sono ottimi metodi per far allontanare questi animali».

A scanso di equivoci e polemiche sterili va anche ricordato un dettaglio importante. I lupi che adesso si trovano sulle Apuane non sono stati lanciati dall’ente Parco Alpi Apuane. Sono semplicemente emigrati dalle vicine montagne dell’Appennino Tosco-Emiliano. E circa un anno fa, sono stato rinvenute le prime tracce di piccoli individui di lupo, facendo costatare ai tecnici che sulle montagne delle Alpi Apuane – dopo circa un secolo - sono tornati a nascere i lupi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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