Il Tirreno

Versilia

Quaranta anni di dance con dj Giorgio Giordano

Roy Lepore
Quaranta anni di dance con dj Giorgio Giordano

Una lunghissima carriera, cominciata sul celebre Santa Monica, nei locali che hanno contribuito a costruire il mito della Versilia by night

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VIAREGGIO. Giorgio Giordano, famoso dj versiliese conosciuto da tutti, come "Giò Giò", festeggia giovedì 4 febbraio alla discoteca Papillon a Piano di Mommio 40 anni di carriera nel corso di una serata organizzata per Giovedì Grasso, con il primo veglione mascherato con musica 70-80, ma non solo. Un traguardo eccezionale per una carriera altrettanto importante. Nel corso della serata verrà assegnato a Giordano il meritato premio alla carriera. Nonostante i suoi 63 anni, che festeggerà il prossimo aprile, il noto dj prova ogni volta che è di fronte ad una consolle l'emozione della prima volta.

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«È questa la forza che mi permette ancora di essere ripagato, ogni volta che faccio una serata dal pubblico, che partecipa con me provando le stesse emozioni. Sono belle sensazioni, impagabili e fino a quando sento tutto questo dentro di me, continuerò in questa attività che ormai fa parte della mia vita».

Giorgano ha iniziato giovanissimo. «Abitavo a Pietrasanta - racconta - e ogni volta che venivo a Viareggio andavo in Passeggiata ad acquistare dischi, ho anche lavorato in alcuni di questi negozi. La musica è stata da sempre la mia passione, che poi è quella che mi permette fino ad oggi di poter sopravvivere».

L’esordio alle soglie degli anni ‘70 sul “Santa Monica”, il galeone che era ormeggiato in porto teatro di tante serate indimenticabili. «Poi sono andato all'Hop Frog. Mi ha chiamato Rino, che era il direttore del locale di Piero Tori, c’era Marco Columbro tra gli assidui frequentatori. In quel periodo alternavo anche puntate all'estero, ospite di alcune discoteche dove venivo chiamato a lavorare. È stata una bella esperienza che mi ha formato dal punto di vista professionale».

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La svolta arriva quando Giorgio Girdano approda al Sea Horse Club (Cavalluccio Marino, o meglio ancora Cava) a Lido di Camaiore il cui proprietario Armando Cerri, ebbe un intuito geniale a costruire una discoteca così grande, utilizzabile anche l'estate con il tetto apribile, che ha visto migliaia e migliaia di giovani crescere insieme alla tua musica e quella di Franco Falchi, che purtroppo è scomparso. «Sono arrivato al Cavalluccio nel 1974 e sono rimasto ininterrottamente fino al ‘90, poi sono ritornato fino al ‘93. Sono stati gli anni più belli della mia carriera, ad Armando Cerri e alla sua famiglia devo il successo che ho oggi. Un ricordo affettuoso lo rivolgo a Franco Falchi, che poi diventò il direttore: ci ha lasciato davvero troppo presto. Quella esperienza al Cavalluccio proseguì poi con Radio Babilonia, fino a quando ha cessato l'attività, e questo mi dispiace davvero».

Giordano ha lavorato anche al Seven Apple. Nel 1987-88 viene coinvolto dalla musica house (nata a Chicago e Detroit negli Usa che in quegli anni muoveva i primi passi). Da quel momento la sua carriera di dj ha seguito due filoni. La disco anni 70-80 che è quella che va di moda anche oggi e la musica house, che Giorgio la definisce un derivato di quella 70-80.Ha fatto inoltre diverse produzioni che hanno avuto successo internazionale, come "Disco Down" che è stato ai primi posti in diverse classifiche internazionali e come "Amazzonia" altro grande successo che è stato pubblicato anche sulla famosa compilation "Buddah Bar" entrambi i successi sono stati fatti in collaborazione con il dj/producer Gianni Bini di cui Giordano è grande amico.

Il suo rapporto con i colleghi è buono. «Vado d'accordo con tutti, Riccardo Cioni è come un fratello, ritengo che ci sia spazio per tutti, questo almeno è il mi pensiero».

Quaranta anni di carriera di hanno consentito anche di vivere, sulla propria pelle, i cambiamenti del mestiere: con vantaggi e svantaggi collegati, oltre che norme sempre in evoluzione. «È chiaro che la situazione sia cambiaga, per quanto mi riguarda vengo chiamato per mettere musica, non mi devo occupare di permessi, nè tantomeno, se il locale è in regola. Certo oggi è più complicato, questo sì».

Per non parlare della crescente concorrenza. «Ci sono tanti giovani - afferma - che si improvvisano dj, pensando che utilizzando internet sono in grado di poter svolgere questa professione. Se vengono chiamati però a mettere un certo tipo di musica a quel punto allora, come la mia per esempio, anni 70-80 possono avere delle difficoltà». Ci sono locali che chiedono quando ti chiamano, quanta gente porti. Il mio lavoro è mettere la musica, non portarmi la gente, questa viene se ha fiducia nel dj. Ci sono invece giovani che garantiscono un seguito di persone, ed allora in quel caso trovano lo spazio a discapito di altri».

Al Papillon dunque, uno dei locali storici della Versilia, Giordano celebrerà questo ambito traguardo. «Sono contento, ho già fatto una serata in questo locale e ci furono quasi mille persone, con la via bloccata. Fu davvero una grande successo. Mi auguro per Giovedì Grasso che sia lo stesso. Vi aspetto tutti per condividere insieme questo nostro percorso che abbiamo fatto insieme nel corso di questi, lungi almeno per me, ma indimenticabili anni».

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