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Camaiore, maxi condanna all’ex vigile urbano: «Ideò la rapina a Marchioro»

Camaiore, maxi condanna all’ex vigile urbano: «Ideò la rapina a Marchioro»

Per il giudice fu l’agente della polizia municipale camaiorese Carlo Tarabella, la “mente” del colpo durante il quale fu contattato per telefono dai complici che si trovavano dentro la villa

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CAMAIORE. Per i giudici del tribunale era lui l’organizzatore e l’ideatore della rapina all’ex allenatore di Milan, Cesena, Reggiana e Genoa, Giuseppe “Pippo“ Marchioro il 21 agosto del 2013.

L’ex vigile urbano di Camaiore, Carlo Tarabella, è stato condannato a 10 anni di reclusione e tremila euro di multa dal collegio giudicante (presidente Stefano Billet, a latere Silvestri e Vanni) che ha riconosciuto valida la tesi dell’accusa retta in aula dal pm Elena Leone. Ad incastrare l’ex agente della polizia municipale una telefonata fatta da uno dei due malviventi che eseguirono di fatto la rapina (Buonavoglia individuato grazie alle tracce di Dna rinvenute nell’auto della fuga e poi condannato in abbreviato a sei anni e sei mesi di reclusione nel settembre dello scorso anno) mentre si trovava all'interno della villa dell'ex allenatore.

Attraverso l'esame dei tabulati e delle celle telefoniche gli investigatori hanno provato che uno dei due rapinatori si mise in contatto al cellulare con Tarabella durante il colpo in villa. Qualcosa infatti era andato storto. Marchioro, che è stato sentito in aula, al momento della rapina era in compagnia della moglie: una notte drammatica. L’ex allenatore era rientraro a casa con la consorte dopo aver fatto la spesa, intorno alle 18 (come lui stesso ebbe occasione di raccontare): i banditi li aspettavano, armati di fucili e coltelli. Marchioro fu minacciato ripetutamente e sotto choc non si ricordava la combinazione della cassaforte. Così i banditi non sapendo cosa fare avevano chiamato l'ex vigile urbano per prendere - secondo quanto sostenuto dagli inquirenti e dal pm in aula - direttive su come procedere.

Un altro elemento che ha pesato e non poco nella condanna è stata la presenza, a quanto pare accertata dagli inquirenti, di Tarabella nelle vicinanze della villa dei coniugi Marchioro il giorno prima della rapina. E anche in quel caso le celle telefoniche si sono rivelate fondamentali per verificare questo frangente. Altro particolare che ha dato un impulso alle indagini è stato la vendita avvenuta 24 ore dopo il colpo di tre portacenere in oro griffati Versace a un Compro Oro della zona. Da quel particolare gli investigatori sono arrivati ad indagare e processare i due presunti esecutori materiali - uno dei quali assolto in abbreviato l’altro condannato - e al presunto organizzatore e mandante, Tarabella appunto, che ha avuto la pena più alta. Il legale dell’ex vigile urbano ha già annunciato l’intenzione di ricorrere in appello contro la sentenza emessa ieri dal tribunale di Lucca.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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