Il Tirreno

Versilia

La foto simbolo delle unioni civili: al centro un viareggino

di Donatella Francesconi

Quarantenne, vive a Roma con Christophe Betmalle L’immagine è stata pubblicata sui quotidiani stranieri

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VIAREGGIO. Tempestati dalle telefonate di amici e conoscenti, oltre che dalle richieste di interviste. Perché la loro foto alla manifestazione di sabato scorso a sostegno della legge sulle unioni civili ha fatto il giro del mondo. L’hanno vista i lettori del New York Times e quelli di El Mundo, ma anche di molti altri quotidiani stranieri che guardano all’ennesima puntata made in Italy del braccio di ferro Stato-Chiesa. Loro sono il viareggino Andrea Masini ed il francese Christophe Betmalle, entrambi quarantenni, il primo dipendente di un’università straniera a Roma, l’altro artista e scultore. Stanno insieme da tre anni e al corteo coloratissimo hanno portato due sveglie giganti. Christophe ne ha alzata una, tra la sfida e il liberatorio. E l’obiettivo di Vincenzo Livieri per l’agenzia “LaPresse” non si è lasciato sfuggire il “clic” giusto.

«Abbiamo una storia simile - racconta Masini -: siamo entrambi passati dall’essere totalmente “coperti” nelle nostre scelte personali, dalle prese in giro a scuola, dalla strada per non essere più nascosti. Tutti passaggi che, ripensandoli oggi, ci hanno formato il carattere».

Andrea ha attraversato anche un rapporto con la Chiesa ben diverso da quello che ha oggi: «A vent’anni ero un educatore dell’Azione Cattolica di Don Bosco. E mi sono laureato a Pisa con un tesi in Storia della Chiesa. Per un momento ho anche pensato di entrare in seminario...Poi mi sono allontanato. Anche perché la Chiesa stigmatizzava gli omosessuali e continua a farlo anche con l’attuale Papa Francesco, che viene considerato “rivoluzionario”...».

Nella vita di Masini un ruolo importante l’hanno avuto le persone a lui più vicine, nella originaria Viareggio: «Ho una famiglia alle spalle che mi ha sempre accettato». Ed il pensiero va ai ragazzi e alle ragazze di oggi, la generazione che ha tra i quindici ed i venticinque anni: «È vero che hanno una concezione più fluida, più libera dell’identità sessuale - risponde Andrea al cronista - ma non va dimenticato che le cronache ci riportano le storie di chi, ancora, è solo e non ce la fa...».

È anche per questi giovani che Christophe e Andrea sono andati in piazza, sabato. Con quel gesto che li ha immortalati a simbolo dell’Italia che si sveglia e dà la sveglia anche a chi vuole tenere gli occhi chiusi sul mondo che cambia. «Quando Christophe ha alzato la sveglia in quel modo, quasi in segno di vittoria», ricorda il suo compagno, «gli ho detto che sembrava la Marianne nel famoso quadro. Per lui che è francese non c’era miglior riferimento possibile...».

Il legame con Viareggio non si è mai spezzato: «Per qualche anno abbiamo fatto la spola tra Francia e Italia, Roma e Viareggio. Adesso a Viareggio veniamo una volta al mese». E alla prossima trasferta tra mare e Apuane, anche in città sarà impossibile non riconoscere Andrea e Christophe. Se sulle unioni civili la pensate diversamente da chi ha sfilato nelle piazze d’Italia sabato scorso, fermatevi a fare due chiacchiere con loro...

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