Sicurezza
Cacciato da casa, massacra la famiglia
Uccide a fucilate il suocero, ferisce gravemente suocera e moglie e si spara
(Questo articolo è stato pubblicato su "Il Tirreno" il 07 dicembre 2003)
Ha preso a fucilate moglie e suoceri sotto gli occhi della figlioletta di nove anni che è scappata via terrorizzata. Uccidendo il suocero sul colpo e ferendo gravemente sia la moglie che la suocera. Poi si è puntato la doppietta contro il volto ed ha premuto per l'ultima volta il grilletto. Completando il suo assurdo, sanguinoso progetto di morte. È una vera e propria strage familiare quella che si è consumata ieri pomeriggio in una villetta del Terminetto, un popoloso quartiere alla periferia di Viareggio. E il bilancio potrebbe ulteriormente appesantirsi, visto che la suocera è ricoverata in fin di vita all'ospedale Versilia con il volto maciullato e con poche speranze di cavarsela.
Quando Renato Rossi, cinquant'anni, dipendente di una ditta che commercializza pesce all'ingrosso, ha imbracciato il fucile ed ha cercato di sterminare la famiglia della moglie, erano da poco trascorse le 18. Ma l'epilogo di una tormentata vicenda familiare che andava avanti da almeno tre anni (e da alcuni mesi i due stavano portando avanti la pratica per la separazione) è stato preceduto dall'ennesima, violenta lite avvenuta al mattino. L'uomo, già con un matrimonio fallito alle spalle e un carattere molto irascibile, aveva suonato alla casa dei genitori della moglie - imprenditori florovivaistici molto conosciuti nella zona - e, sotto gli occhi di alcuni vicini, aveva minacciato la suocera, Gemma Carmassi, 67 anni. Alla fine, però, si era allontanato.
Tutto sembrava concluso lì. Una scena molto grave. Ma non nuova. E neppure più violenta di altre. Tre anni fa, infatti, l'uomo aveva massacrato con un bastone il suocero, Giuliano Tomei, di 69 anni. E, più recentemente, aveva picchiato (e fratturato il setto nasale) anche alla moglie Antonella Tomei, di dieci anni più giovane di lui. Ma, soprattutto, sempre più spesso litigava con la donna che aveva sposato dodici anni fa, arrivando a minacciarla di morte (e con lei anche la figlioletta). Motivo: voleva bloccare in ogni modo la causa di separazione.
Questa volta, però, Renato Rossi non si è fermato alle parole. E quando è ritornato verso casa - un appartamento a poche centinaia di metri dalla villetta dei suoceri - l'uomo aveva già in mente cosa fare. Cacciatore di lungo corso, ha preso dall'armadio uno dei suoi fucili, tutti regolarmente denunciati. Ha atteso le 18, sapendo che a quell'ora avrebbe trovato Antonella a casa (la moglie lavora come contabile alla Salov, un colosso alimentare di Massarosa che produce l'olio Sagra). Poi è salito in macchina, ha parcheggiato a pochi metri dalla villetta di via della Portichina ed è entrato in casa.
La prima persona che ha incontrato sul suo cammino è stata la suocera. La donna era in cucina che stava cominciando a preparare la cena. Lui è entrato nella stanza e gli ha esploso un colpo di fucile in pieno volto, sfigurandola e abbandonandola in una pozza di sangue. Forse credendola morta, è uscito dalla stanza e nel corridoio ha affrontato la moglie. Anche in questo caso ha mirato al volto. Ma per fortuna la donna è riuscita parzialmente a schivare il colpo che l'ha comunque ferita alla mandibola sinistra. Poi ha esploso contro di lei un secondo colpo, che stavolta l'ha raggiunta ad una gamba. Il tutto sotto gli occhi inorriditi della figlioletta che, sporca del sangue della madre e della nonna (anche se illesa), per sfuggire al massacro è riuscita a scappare imboccando la porta d'uscita e poi saltando il muretto di recinzione della villetta.
In quegli stessi istanti, il suocero - udendo gli spari provenire dalla casa - ha abbandonato la serra dove stava lavorando insieme a due dipendenti della ditta. È entrato nella veranda sul retro utilizzata come parcheggio, ma prima ancora che riuscisse ad entrare in casa dalla porta di servizio, è stato freddato con un altro colpo di fucile dal genero. Anche questo al volto.
Portato a termine il suo piano di morte, Renato Rossi ha deciso di chiudere il conto. Stavolta con se stesso. È nuovamente entrato nella villetta trasformata in un mattatoio, si è seduto sul divano in sala e si è puntato la doppietta contro il viso, sparandosi un colpo in bocca.
I soccorritori, allertati dai vicini di casa, hanno trovato i due uomini ormai morti. Ma, fortunatamente, sia la moglie che la suocera dell'omicida erano ancora in vita. La prima se la caverà: con una mandibola seriamente compromessa ed una ferita molto seria alla gamba sinistra, è stata trasportata all'ospedale Santa Chiara di Pisa dove nella serata è stata sottoposta ad un delicato intervento chirurgico. Ma, pur in prognosi riservata, non rischia la vita. Disperate, invece, le condizioni della suocera, ricoverata in fin di vita all'ospedale Versilia. C'è poi il dramma della figlioletta di nove anni. La piccola, seppur illesa, ha assistito a tutte le fasi del massacro. E, forse, lei stessa ha rischiato di essere bersaglio del padre. Ora è sotto shock, coccolata dai familiari più stretti della madre (a sostenerli anche una psicologa). Ma non potrà mai dimenticare quanto successo sotto i suoi occhi.
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