Italia
Lo zaino resta agganciato al treno: ferito un giovane
Incidente alla stazione di Viareggio per il fotografo Bonuccelli: distrutte le macchine che aveva con sé
VIAREGGIO. La porta del treno si è chiusa alle sue spalle, ma il laccio della borsa è rimasto incastrato nell’ingresso. Domenica sera l’Intercity 673 – il Milano-Livorno delle 16,05 – è partito da Viareggio con uno zaino penzoloni. Era di Riccardo Bonuccelli, un fotografo lucchese di 39 anni, che nel tentativo di liberare la presa dalla borsa, proprio mentre il treno stava partendo, è caduto in avanti facendosi male a un ginocchio. Ieri mattina, infatti, Riccardo si è fatto visitare al pronto soccorso dell’ospedale di Lucca, visto che nella notte il ginocchio era diventato molto gonfio.
[[atex:gelocal:il-tirreno:versilia:cronaca:1.10478046:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/versilia/cronaca/2014/12/11/news/alla-stazione-di-viareggio-arriva-il-defibrillatore-1.10478046]]
Bonuccelli ha trascorso il weekend a Genova. Puntuale, alle 20, il suo treno ferma a Viareggio. Riccardo raggiunge la porta in ritardo per essersi dilungato nel raccogliere tutti i bagagli, appena in tempo per scendere e, una volta sulla banchina, sente la porta chiudersi alle sue spalle. È il momento in cui si accorge che il laccio della borsa è rimasto incastrato. Riccardo tira, lo aiutano altri passeggeri, ma non c’è niente da fare.
Una turista straniera estrae un coltellino svizzero, qualcuno saggiamente gli urla di mollare la presa, ma il treno parte. Con il bagaglio appeso Riccardo ha appena il tempo di lasciarlo, cade per terra trascinato dall’abbrivio del treno, si fa male, va in biglietteria e scoprirà poi che la sua attrezzatura fotografica – del valore di circa 6.000 euro – è andata distrutta verso Torre del Lago, fatta a pezzi dalle ruote del convoglio. A dirglielo una passeggera rimasta a bordo, seduta accanto a lui e conosciuta durante il viaggio.
Riccardo è sconvolto. Si chiede come mai il capotreno non lo abbia visto, in modo da ritardare di qualche secondo la partenza del convoglio. Subito dopo l’incidente cerca invano il capostazione, chiama la Polfer di Pisa e si rivolge a un’addetta della biglietteria a fine turno. «Sono scosso perché ho perso tutto il mio lavoro – spiega il fotografo – nella borsa avevo una Canon modello 5D Mk II pagata 1.800 euro, un obiettivo costato 2.000 euro e altri di valore inferiore. In quel momento, sulla banchina, c’erano una quarantina di persone. Hanno gridato nel tentativo di avvisare il controllore o il macchinista ma purtroppo nessuno ha sentito e il treno è partito».
Poteva senz’altro andare peggio. Riccardo, se non si fosse liberato in tempo della borsa, avrebbe rischiato di finire investito. «Sono caduto in avanti – conferma il fotografo lucchese – e mi è andata bene, visto che mi sono solamente fatto male a un ginocchio. In quel momento ero nel panico, insieme ad altre persone ho provato a tirare il laccio, che era molto lungo, non a svuotare la borsa. Penso che quest’ultima sarebbe stata la soluzione migliore».
Stamani Bonuccelli presenterà denuncia alla Polfer, poi farà reclamo a Trenitalia. «Ho già parlato informalmente con gli agenti – spiega – e mi hanno detto che tenteranno di estrapolare le immagini. Io invece non ho preso i nominativi di chi aveva assistito alla scena. Per questo faccio un appello a chi domenica sera era presente in stazione, così da ricostruire al meglio quanto successo».
Trenitalia, da noi contattata, sta approfondendo l’accaduto e ha avviato le necessarie verifiche per fare chiarezza sulla questione. L’azienda (così come l’Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie) ricorda come sia vietato salire e scendere da un treno in corrispondenza della chiusura delle porte (e del relativo allarme acustico). «Così come l’episodio ci viene presentato – precisano da Trenitalia – pare che non siano state seguite le regole ferroviarie e quelle antinfortunistiche. Se una porta del treno si sta per chiudere – in questo caso dopo il relativo avviso acustico – scendere a banchina è assolutamente vietato».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
