Il Tirreno

Versilia

Ventuno aziende a rischio: manca l’allaccio all’acqua

di Marco Pomella
Ventuno aziende a rischio: manca l’allaccio all’acqua

Per tutte c’è un solo contatore, quello di VersilTenda E l’imprenditore si è stufato: «Basta, disdico il contratto»

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MASSAROSA. Ventuno aziende della zona industriale di Montramito rischiano la chiusura. Se entro la fine di febbraio Gaia non renderà fruibili gli allacci alla rete idrica l’unico intestatario di un contratto per l’erogazione del servizio, la VersilTenda, scioglierà ogni vincolo con la società dell’acqua e lascerà al secco tutte le aziende dell’area, che sono collegate a lei.

I lavori nella zona di via Montramito, via Fondacci e via Cannelle sono conclusi da mesi, ma i servizi promessi (acqua, gas e fognatura) nessuno li ha ancora visti. La storia inizia nel 1984, quando le prime aziende cominciano a “colonizzare” l'area di Montramito con i loro capannoni e le loro attività produttive. Più di trent’anni fa la zona non era servita da rete idrica, e fu uno degli imprenditori del posto, il titolare della VersilTenda appunto, a risolvere la questione per tutti. «Contattammo lìallora società dell’acqua – racconta Andrea Stagi – e portarono un contatore sulla strada, e da lì effettuai l’allaccio. Siccome ero l’unica azienda ad avere l’acqua ci accordammo con le imprese vicine, nascenti come la mia, perché si allacciassero direttamente a noi. All'inizio erano 4 o 5...». Poi, anno dopo anno, altre ditte hanno aperto nella zona, e la VersiliTenda ha concesso anche a loro gli allacci. «Inizialmente dividevamo la bolletta tra tutti, in parti uguali, quando eravamo in pochi. Poi sono cominciati i problemi, perché qualcuno contestava i consumi, a qualcuno non tornavano i conti». Così, pur restando tutti allacciati alla VersilTenda, ogni ditta ha installato un proprio contatore, in modo da poter ripartire equamente le spese: oggi sono 21.

«Da 32 anni – racconta – vado a prendere la lettura del contatore generale, ricevo la bolletta, prendo la lettura di tutti i contatori di tutte le aziende, ripartisco le spese, mando una lettera ad ogni ditta e poi mi preoccupo di incassare le cifre. Poi ci sono le perdite nelle tubature, le falle: chi le paga? Mi sono trasformato nell’esattore di Gaia, ma ora basta». Stagi ha sopportato anche troppo. «Pensavo con i lavori di via Fondacci e via Montramito avremmo risolto i nostri problemi. E invece, nonostante i lavori siano conclusi da mesi, non è ancora possibile fare gli allacci all’acqua, perché hanno trovato delle falle ancora prima di aprire la condotta. Sto per andare in pensione, vorrei dedicarmi alla mia azienda e non a fare i conti dell'acqua per i miei vicini imprenditori. Per questo – dice - avviso sia Gaia che il Comune: a marzo io disdico il mio contratto. Se sarà possibile fare gli allacci bene, altrimenti stacco l’acqua alla mia azienda e di conseguenza alle altre collegate». Tra queste, solo per citare due esempi noti a tutti, la Welcome Italia e la Navionics, eccellenze conosciute in Italia e nel mondo.

Problema analogo quello che hanno le aziende di via Fondacci. «Sono state spese – commenta Laura Mannini, segretaria del Consorzio di Montramito – ingenti somme per questi lavori, che avrebbero dovuto migliorare l’area. Invece, ad oggi, nulla è funzionante. In via di Montramito non ci si può allacciare alla rete idrica, in via Fondacci manca la possibilità di allacciarsi alla fognatura. E i parcheggi? Abbandonati a se stessi, pieni di erbacce». «Abbiamo sempre cercato di migliorare Montramito, e gli industriali hanno dato un grande contributo. È ora però che i lavori cominciati siano finiti» aggiunge Giovannino Baratta, presidente dello stesso Consorzio.

Per costruire i sottoservizi della zona, infatti, non solo è stato necessario chiudere (con conseguenti disagi per imprese e automobilisti) parte di via di Montramito per mesi, ma sono stati espropriati molti terreni (che gli imprenditori hanno ceduto senza obiezioni). Per non parlare di alcune realtà che sono in procinto di aprire un nuovo capannone nella zona, ma che attendono appunto di aver garantiti i servizi minimi.

La viabilità, con le nuove rotatorie, sembra però l'unica cosa ad aver visto una conclusione. Ora, con l'ultimatum della VersiliTenda, Gaia e Comune sanno che, se entro marzo non risolveranno la questione dell'acqua e della fognatura, avranno sulla coscienza più di venti imprese coi loro lavoratori.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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