Sicurezza
Scola, un amico del Carnevale
Con la sua scomparsa a 84 anni, anche il Carnevale di Viareggio ha perso un amico. Ettore Scola, infatti l'ultimo grande maestro - così come lo chiamavano a Cinecittà dopo la scomparsa di Federico...
Con la sua scomparsa a 84 anni, anche il Carnevale di Viareggio ha perso un amico. Ettore Scola, infatti l'ultimo grande maestro - così come lo chiamavano a Cinecittà dopo la scomparsa di Federico Fellini - del cinema italiano ha sempre molto apprezzato il lavoro dei maghi della cartapesta e la magia del Carnevale. Nel 1997, anno che registra la sua presenza in città per EuropaCinema allora presieduta dall'amico Felice Laudadio, Scola fu accompagnato in visita ai capannoni del Carnevale e ne rimase impressionato. Sette anni dopo, a fine di uno stage sulla lavorazione della cartapesta, come ricorda Giulio Marlia che della delegazione faceva parte, un gruppo di allievi fu accompagnato a Cinecittà per vedere dal vivo le scenografie e i set dei film, un mondo per il quale i costruttori viareggini hanno spesso prestato la loro opera. E in quell'occasione incontrarono - proprio al baretto di Cinecittà, tanto caro a Fellini - Ettore Scola, che s'intrettenne con loro a lungo.
«In quella circostanza - racconta Marlia - il maestro lanciò anche un suggerimento per la realizzazione di un carro che in realtà non fu mai fatto. Scola propose "L'isola del tesoro" di Stevenson immaginando un'Italia vittima di predoni e pirati, ovvero i politici del momento, capitanati da John Silver, ribattezzato John Silvio, con evidente allusione a Berlusconi che all'epoca guidava il paese. Sulla sua spalla un pappagallo chiamato Gianni (Letta ndr). E consigliò ai carristi di non dimenticare mai i classici come fonte d'ispirazione».
Chissà se il Carnevale. Ormai alle porte, renderà omaggio al maestro.
(cri.bul.)
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