Il dolore
Bici elettriche, esperimento flop
Manfredi: le ho ritirate perché c’erano problemi di funzionamento e l’impresa ha poi chiuso
VIAREGGIO. Delle buone intenzioni è rimasta la pensilina che accoglie le colonnine per la ricarica fotovoltaica. Delle biciclette elettriche non c’è più traccia da tempo. Eppure avevano fatto la loro comparsa su viale Europa solo nel 2014, in numero di sei, elettriche, utilizzabili con una tesserina. L’occasione per capire cosa è successo è stato l’incontro di ieri mattina con il presidente dell’Ente Parco, Fabrizio Manfredi, in occasione della presentazione del corso rivolto agli operatori turistici affinché promuovano «un turismo sostenibile e destagionalizzato», come è stato ribadito da tutti i promotori dell’iniziativa.
Ma a Viareggio, si sa, è più facile che riesca il buco che la ciambella. E così, alle domande del Tirreno, Manfredi e Fabrizio Maggiorelli (per i balneari riuniti in Rete Imprese) hanno risposto allargando le braccia: «Ho fatto portare via le biciclette elettriche di viale Europa», risponde il presidente del Parco. Affidate a Rete Imprese, continua Manfredi, «un po’ avevano girato...Poi c’è stato qualche problema». Problemi che Maggiorelli così sintetizza: «Le ruote non erano datate al percorso nel Parco, la tesserina restava incollata al lettore. E alla fine abbiamo segnalato al direttore del Parco l’aspetto della manutenzione». I balneari avevano perfino pensato di poter affidare il servizio ad un ciclista: «Ma mettere le mani su quelle biciclette era impossibile», aggiunge Maggiorelli.
Nel mentre Parco e Rete Imprese cercavano una soluzione, continua Manfredi, «la ditta è fallita...». Il presidente ci tiene a precisare: «È un progetto che ho ereditato. C’era un finanziamento e l’abbiamo utilizzato». Non solo a Viareggio ma anche a San Rossore e alla Brilla (Massarosa). In entrambi i casi, però, i problemi che si sono verificati a Viareggio non sembrano essersi ripetuti: «Forse era il salmastro...», la butta lì Maggiorelli. E tanto si sa che a Viareggio il salmastro spiega qualsiasi follia. «Cerchiamo di capire se da qui alla prossima stagione - è l’impegno di Fabrizio Manfredi - troviamo una soluzione ai problemi che si sono verificati...».
Al quadro complessivo già di per sè incredibile (a Viareggio diventa impresa epica anche far restare al loro posto sei biciclette per uso collettivo), Manfredi aggiunge un ultimo elemento che ha dell’incredibile: «Bici e colonnine avrebbero dovuto essere posizionate a Villa Borbone» da dove si parte per le visite guidate nel Parco. «Ma la Soprintendenza ci ha vietato di installare le colonnine».
Allora meglio lo spettacolo triste ed indegno lungo viale Europa, quasi un monumento alla locale incapacità di portare a buon fine qualsiasi progetto, per quanto meritevole sia.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google