Sicurezza
Baccatoio, troppi metalli pesanti
La relazione dell’Università di Pisa conferma le problematiche a Valdicastello
PIETRASANTA. Una relazione, quella a firma del dipartimento di Scienze della terra dell’Università di Pisa sulla contaminazione da metalli pesanti nella zona di Valdicastello, che ribadisce problematiche già emerse dalla prima fase di studio. Relazione di medio periodo – datata dicembre 2015 – presentata e discussa nei giorni scorsi in municipio che «conferma che la sorgente della contaminazione in elementi potenzialmente tossici che dai drenaggi minerari si disperde nell’ecosistema è dovuta, prevalentemente, a processi di ossidazione della pirite presente nelle gallerie abbandonate. Questo processo – si legge nella stessa relazione – è accelerato dalla presenza di colonie batteriche e prevalentemente associato alle zone di ristagno delle acque all’interno delle gallerie».
Problemi che vanno poi a ripercuotersi sul fosso Baccatoio, dove «le acque dei drenaggi minerari subiscono una serie di trasformazioni a causa delle interazioni con le acque delle sorgenti che alimentano il torrente stesso». Da qui la formazione di un alveo mobile di sedimenti. «Le acque contenute all’interno di questi sedimenti hanno caratteristiche – continua la relazione – di maggiore contaminazione rispetto alle acque che fluiscono liberamente». Con la possibilità dell’aumento della concentrazione di elementi potenzialmente tossici. Acque di torrente che vanno ad interessare, sia pure in modo limitato, la falda che alimenta i pozz i e anche i terreni ad uso agricolo con una serie di contaminanti che rimangono confinati nel suolo ealtri vengono assorbiti dalle piante. «In ogni caso – evidenziano gli universitari – altri elementi potenzialmente tossici in suoli e piante richiedono attenzione ed una valutazione per i possibili effetti sanitari in seguito ad ingestione». Relazione che propone misure per mitigare il fenomeno. Misure che Valdicastello attende di conoscere al più presto in un’assemblea di paese.
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