Attenzione
Tallio, arriva la revoca ma restano rabbia e paura
Dopo 500 giorni finisce l’emergenza legata al metallo pesante nelle tubature I comitati cittadini però insistono e chiedono più trasparenza dagli enti locali
PIETRASANTA. 500 giorni dopo la prima ordinazna il tallio cessa di scorrere nella rete idrica di Pietrasanta. La revoca del provvedimento che fino a ieri faceva divieto di bere acqua nella zona del Pollino e nei suoi dintorni, a 300 famiglie, era infatti l’ultimo retaggio di una contaminazione venuta alla luce nel settembre del 2015 a Valdicastello – anche se poi le carte sembrano dimostrare che la problematica era purtroppo emersa già nel 2013 - con prima ordinanza firmata, dall’allora sindaco Lombardi, il 3 ottobre di un anno fa. Ma nel giorno del ritorno alla normalità più che sospiri di sollievo prevalgono sfiducia, paura. E rabbia.
«Sulla vicenda tallio manca la trasparenza, la comunicazione è scarsa, dai tavoli tecnici veniamo esclusi. Con Gaia, Asl e amministrazione comunale non c'è dialogo. Perché non vogliono questo dialogo». Parole invelenite quelle pronunciate dal Comitato di Valdicastello e ancora dall’Associazione per la tutela ambientale della Versilia che puntano l'indice contro l'operato degli enti.
Lavaggio tubi. «La revoca è un’ottima notizia. Dopo 7 mesi di attesa - dicono dall’Associazione - ci sembra un passo dovuto, ma non è sufficiente. Oltre un centinaio di cittadini del Pollino e dintorni vogliono conoscere il protocollo del lavaggio dei tubi ed il relativo costo, la mappatura delle tubazioni con la metratura dei tubi interessati da incrostazioni e la percentuale di quelli sostituiti con i relativi costi, la tipologia dei materiali e delle età delle tubazioni, le bolle di accompagnamento delle acque di lavaggio delle tubazioni e l’esito delle analisi, le sezioni delle tubature da poter far analizzare da nostri periti e altre informazioni necessarie per capire e cercare di risolvere la problematica legata all’inquinamento del torrente Baccatoio e dell'acqua potabile. Il lavaggio dei tubi non è alternativo alle sostituzioni ed è una tecnica sperimentale, come ribadito ad un convegno a Rimini dello scorso mese di novembre. Gaia non si degna di rispondere ai cittadini: abbiamo scritto al sindaco Mallegni: anche da lui nessuna risposta. È questa la massima trasparenza proclamata, ad inizio mandato, dal primo cittadino?».
Valdicastello. Parole di fuoco, all’indirizzo di Comune e Gaia, anche dal Comitato di Valdicastello. «Due giorni fa, in municipio, è stato convocato un tavolo tecnico per entrare nel merito della relazione a firma dell'Università di Pisa sullo stato delle miniere, del fosso Baccatoio e delle aree contigue. Riunione a cui non siamo stati invitati: ma se non spieghi alla gente come stanno le cose, che fiducia può avere un paese, come Valdicastello, nelle istituzioni? Il cittadino deve sapere, gli enti hanno il dovere di informare una comunità convocando un’assemblea popolare in paese: ma tutto questo non viene fatto».
Bollette. Anche sul fronte dei rimborsi delle bollette dell'acqua, relativo al periodo di fatturazione durante l'ordinanza di divieto, «non c'è chiarezza. Abbiamo sollecitato più volte Gaia - ribadiscono i referenti di Valdicastello a spiegare modalità e tempi - Nessuna risposta anche in questo caso. Viene meno, a questo punto, l'ipotesi di istituire un fondo, con gli importi complessivi dei rimborsi, demandato alle ricerche e agli studi sul tallio. Il timore è di ritrovarci a dover pagare bollette salatissime, da qui a qualche settimana: ma se così sarà Comune e Gaia si ritroveranno contro il paese di Valdicastello». A sollecitare chiarezza sui rimborsi anche le 300 famiglie del Pollino.
Consulente. «Il Sindaco ha speso 144 mila euro – insistono dall’Associazione per la tutela ambientale della Versilia – per illuminare la città sotto le feste, ma non ha pensato di impegnare una somma, ben più esigua, per nominare un perito che sostenga e tuteli i cittadini».
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