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Spari a Lido, avvocato accusa: «Colpi esplosi ad altezza d’uomo»
La difesa di Angelo Riviera ha consegnato una perizia balistica sulla dinamica dell’inseguimento I legali dei tre agenti che si sono costituiti parte civile: non sono loro a essere sotto processo
LIDO DI CAMAIORE. «La polizia ha sparato ad altezza d’uomo». La difesa di Angelo Riviera, 43 anni, il sinti arrestato nel sabato da cani della scorsa estate a Lido, passa al contrattacco. Lo fa con una perizia balistica che ieri è stata consegnata al giudice del tribunale di Lucca. Che l’ha acquisita, come si dice in gergo, per una valutazione. La relazione sarà fondamentale, ha spiegato lo stesso giudice, per capire se Riviera potrà essere processato con rito abbreviato. E avere, quindi, uno sconto sull’eventuale pena.
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È un vero e proprio colpo di scena quello che si realizza nella prima udienza del processo a Riviera. L’inseguimento dell’auto dei banditi tra le vie di Lido di Camaiore, avvenuto lo scorso 1º agosto, resta uno dei fatti di cronaca più gravi e allo stesso tempo più misteriosi degli ultimi anni. La dinamica è ancora da chiarire, soprattutto sul suo punto chiave: i fuggitivi - che erano stati visti entrare di soppiatto in una villa in zona Benelli - hanno risposto al fuoco dei poliziotti? Ci sono testimoni che assicurano di aver visto i banditi sparare contro gli agenti. Ma queste testimonianze non hanno trovato riscontro.
È anche per questo motivo che l’accusa di tentato omicidio, mossa in un primo momento dalla Procura a Riviera - l’unico dei tre della banda ad essere stato arrestato dopo lo speronamento dell’auto da parte della volante - è caduta. Il pm Sara Polino, titolare dell’inchiesta, non l’ha contestata nella richiesta di rinvio a giudizio. Ma i dubbi restano. E l’avvocato Mauro Molinengo, difensore di Riviera, ha puntato proprio su questi dubbi con la perizia balistica presentata ieri in tribunale. La tesi della difesa è che la dinamica dei colpi esplosi contro l’auto dei fuggitivi ha influito sull’accaduto. Perché secondo il perito dell’imputato gli spari sono stati ad altezza d’uomo. «È nel nostro interesse - dice Molinengo - chiarire la dinamica dei fatti. In questa direzione andava la richiesta di un incidente probatorio». Che è stata respinta dal giudice delle indagini preliminari.
I legali dei tre poliziotti protagonisti dell’inseguimento, che si sono costituiti parte civile - Luca Bertolini, Simone Magnani e Pierpaolo Vannucchi - hanno contestato la perizia presentata in aula. «Si fanno dei rilievi agli agenti che non hanno senso, perché non sono loro a essere sotto processo - afferma l’avvocato Giacomo Ciardelli, difensore di Bertolini - per quanto riguarda la dinamica, anche se l’accusa di tentato omicidio non c’è più, ci sono testimoni che assicurano di aver visto sparare i banditi». Nella prossima udienza, il 17 febbraio, il giudice deciderà se accettare la richiesta di rito abbreviato presentata dal legale di Riviera.
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