Il Tirreno

Versilia

Più di cento sì al piano contro la Bolkestein

di Matteo Tuccini
Più di cento sì al piano contro la Bolkestein

Un balneare su quattro ha chiesto il rinnovo della concessione garantendo investimenti

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VIAREGGIO. Più di cento stabilimenti balneari in Versilia (si può dire uno su quattro) hanno aderito al piano B contro la direttiva europea Bolkestein. E cioè hanno fatto richiesta di rinnovo ventennale della concessione della spiaggia dietro garanzia di investimenti. Un meccanismo che, di fatto, ha già salvato sette concessionari versiliesi, che hanno chiesto e ottenuto di rimanere almeno fino al 2035 sulla porzione di litorale a loro affidata. Mettendo sul piatto progetti ritenuti interessanti e meritevoli, che hanno vinto una selezione pubblica.

Che cos’è. La richiesta è resa possibile da una circolare del ministero, la 6105 del 2010. Presentando un piano economico-finanziario, con tanto di perizia giurata in tribunale, il balneare può chiedere all’Agenzia del Demanio il rinnovo da sei a vent’anni della concessione motivandolo con investimenti rilevanti. Da fare nei primi cinque-sei anni per ammortizzarli nel periodo successivo.

Chi ha aderito. Il maggior numero di richieste arriva da Lido, con una sessantina di bagni che hanno presentato la pratica. A Marina, invece, sono stati 35 gli stabilimenti che hanno fatto richiesta. A Camaiore e Pietrasanta la procedura è stata resa simile dalle due amministrazioni comunali: si tratta di un prolungamento della concessione che non prevede una gara pubblica, ma si limita a una comunicazione formale. A Viareggio e Forte il percorso è diverso: bisogna passare dalle cosiddette “aste”, termine improprio che in realtà indica le evidenze pubbliche. Per questo motivo le pratiche presentate sono inferiori: una ventina tra gli stabilimenti fortemarmini, forse ancora meno tra quelli viareggini.

I favorevoli. Per Graziano Giannessi, titolare del bagno Nettuno e decano dei balneari di Viareggio, si tratta di «un’opportunità interessante, un vero e proprio piano B che va preso in considerazione. A me piacerebbe che ci fosse una soluzione al nostro caso valida per tutti, e cioè una legge fatta dal Governo che sistemi definitivamente la questione balneari. Ma per ora non c’è, e al suo posto abbiamo questa alternativa. Non si può contestare qualcuno se decide di intraprenderla». Anche Francesco Verona, titolare del bagno King a Marina e presidente dei concessionari marinelli, è sulla stessa lunghezza d’onda (vedi box).

I contrari. Roberto Bertolucci, proprietario dell’Ernesta e presidente dei balneari della Darsena viareggina, rivela che non farà la richiesta: «Se mi triplicano il canone vado a pagare 75.000 euro: a quel punto il piano di investimenti mi sballa tutto. E poi bisogna dare la possibilità agli stabilimenti di investire davvero senza tutti questi lacci e lacciuoli. Insomma: senza certezze, io non mi espongo».

Gli incerti. Resta sul chi va là Pietro Guardi, bagno Lelia, presidente dei balneari viareggini. «Come ho già detto, ci limiteremo a informare gli associati. Non daremo indicazioni né in un senso né nell’altro».

@matteotuccini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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