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L’addetto ai lavori «Vi spiego perché è la strada giusta»

L’addetto ai lavori «Vi spiego perché è la strada giusta»

VIAREGGIO. La richiesta di rinnovo ventennale della concessione è un’opportunità che va valutata. A dirlo sono i tecnici esperti di questioni demaniali, che hanno fatto questo tipo di pratiche a...

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VIAREGGIO. La richiesta di rinnovo ventennale della concessione è un’opportunità che va valutata. A dirlo sono i tecnici esperti di questioni demaniali, che hanno fatto questo tipo di pratiche a favore di alcuni balneari.

Giorgio Ramacciotti, commercialista viareggino, è uno di loro. E ha deciso di prendere carta e penna per spiegare lo stato dell’arte e dare qualche dritta a chi fosse incerto sul da farsi. Chiarendo quali sono le opportunità e quali i rischi di una scelta o dell’altra.

«La situazione è in fibrillazione, stante la pendenza del giudizio avanti la Corte Europea, a cui è stato chiesto di accertare la legittimità della proroga delle concessioni demaniali turistiche sino al 31 dicembre 2020 - spiega Ramacciotti - Ci sono però motivazioni che giustificano di investire nella azienda». E chiedere quindi un rinnovo della concessione fino al 2035.

«Infatti, dal punto di vista economico e finanziario ciò permette la continuazione dell’esercizio dell’attività per il periodo di tempo necessario a rientrare degli investimenti effettuati. Per cui, alla scadenza della concessione, che avrà una durata massima 20 anni, l’imprenditore avrà assolto tutte le proprie obbligazioni e resterà proprietario del complesso immobiliare di facile rimozione».

«A legislazione vigente potrà partecipare al bando per l’assegnazione dell’area e, in ipotesi di assegnazione a terzi, dove l’articolo 49 del codice della navigazione venisse dichiarato incostituzionale, potrebbe avere diritto a un indennizzo. Un fatto è comunque certo: il valore del complesso aziendale sarà notevolmente rivalutato e potrà essere venduto realizzando importanti plusvalori».

«Dove si scelga la strada di subire gli eventi - prosegue Ramacciotti - nella migliore della ipotesi, il 1º gennaio 2021 l’Agenzia del Demanio emetterà i bandi per l'affidamento delle aree. Qualora l'area sia aggiudicata ad altro soggetto, sarà emessa ordinanza di sgombero e di rimozione dei beni e, nei casi di beni di difficile rimozione, di incameramento. Anche in tale caso in cui l’articolo 49 del Codice della navigazione venisse dichiarato incostituzionale, si potrebbe avere diritto a un indennizzo. In tale ipotesi, dal punto di vista economico e finanziario il danno è certo».

«Infine - continua Ramacciotti - appare corretto affermare che, nell'ipotesi in cui la Corte europea si pronunci per la non applicabilità della direttiva servizi, al caso Italia si applicheranno comunque le vigenti norme del Codice della navigazione che prevede la pubblicazione delle domande stante il venire meno del diritto di insistenza. Quanto ai rischi paventati: la concessione in essere si risolverà consensualmente con la sottoscrizione della nuova concessione nella forma dell’atto pubblico (cosiddetto atto formale) che si stipulerà decorsi i termini della pubblicazione in assenza di osservazioni o altro. Concludendo - afferma il professionista - quando si accerta una patologia, il medico ha il dovere di informare il paziente indicando tutti i percorsi terapeutici per ottenere l’auspicata guarigione».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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