Il dolore
Cuoco picchia una vigilessa: dovrà pagarle i danni
Aveva preso nove mesi per la lite con la vigilessa finita al pronto soccorso: la Cassazione conferma la condanna
VIAREGGIO. Era stato condannato a nove mesi per la lite con la vigilessa, originata da una questione di multe e finita al pronto soccorso. E la Corte di Cassazione, respingendo il ricorso della difesa, ha confermato la sentenza. Condannando Simone Volpe a risarcire i danni alla vigilessa Gianna Parisi.
L’episodio risale al maggio del 2008. Secondo quanto ricostruito da alcuni testimoni in tribunale, la vigilessa sta multando alcuni veicoli in divieto di sosta in via San Martino.
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Quel giorno, infatti, c’è la Festa di primavera e la polizia municipale cerca di garantire la fruibilità della zona. Soprattutto per quanto riguarda gli stand. Secondo l’accusa Volpe - cuoco di professione e figlio del re del pesce Dario, scomparso qualche tempo fa - si avvicina minaccioso alla vigilessa per toglierle il blocco delle contravvenzioni prima che lei possa arrivare al suo furgone. Dopo lo scontro l’agente cade e riporta una lesione dello sterno, tanto da essere portata al pronto soccorso dell’ospedale Versilia.
La vicenda suscita scalpore: il sindaco Luca Lunardini, eletto da pochi mesi, dà la propria solidarietà alla municipale e assicura che il responsabile verrà individuato. Volpe viene denunciato per minacce e lesioni: rinviato a giudizio, viene condannato a nove mesi dall’allora tribunale di Viareggio. Pena confermata in Appello. La difesa di Volpe ha sollevato in Cassazione «un vizio di procedura: un mancato rinvio di un’udienza». Ma la Corte ha confermato la sentenza.
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