Il Tirreno

Versilia

Società partecipate sorvegliate speciali

di Donatella Francesconi
Società partecipate sorvegliate speciali

Il decreto del ministero promuove il bilancio dell’ex commissario Romeo E dà al Comune in dissesto un’infinita serie di prescrizioni inderogabili

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VIAREGGIO. Promossi l’ex commissario prefettizio Valerio Massimo Romeo ed il suo staff (che comprendeva anche Mario Tommasino, in forza al ministero dell’interno-servizi finanziari) nel lavoro svolto per mettere a punto l’ipotesi di bilancio stabilmente riequilibrato, passo numero uno nella procedura prevista per gli Enti locali in dissesto. «L’Ente - si legge nel decreto del ministero dell’interno numero 241720 del 23 dicembre scorso, illustrato ieri dal sindaco Del Ghingaro al consiglio comunale - ha predisposto un’ipotesi di bilancio idonea ad assicurare l’equilibrio finanziario ed economico, unitamente all’adozione dei provvedimenti conseguenti alle prescrizioni di cui al presente decreto, che sono da ritenersi indispensabili».

Il ministero - così prende la parola il primo cittadino - «inserisce nel decreto una serie di prescrizioni che fanno capire quale sia la situazione del Comune di Viareggio». A partire da quelle relative alle entrate tributaria ed extra tributarie.

Primo, riscuotere. Riscuotere, riscuotere, riscuotere: è questa la prescrizione del ministero, fin dalle prime pagine del decreto. Riscuotere le imposte tutte, l’addizionale comunale all’imposta sul reddito, quanto dovuto per l’occupazione di suolo pubblico, la Tari («in modo che sia assicurata la copertura integrale dei costi di investimento e di esercizio»), i diritti di segreteria, i contributi dovuti per il rilascio del permesso a costruire, le tariffe dei servizi pubblici a domanda individuale. Per imposte e tariffe nella misura massima applicabile: e da qui non si esce per i prossimi cinque anni, periodo fissato dal Testo unico enti locali - come ha ricordato lo stesso sindaco - per la durata (minima) dello stato di dissesto.

Secondo, vendere. È il tasto dolente nel rapporto tra sindaco e Organismo straordinario di liquidazione, insediato per far tornare i conti pre 2013. E non potrebbe che esserlo con chiunque amministrasse: perché si tratta di disfarsi di patrimonio pubblico. «Approvare il Piano di valorizzazione e alienazione del patrimonio immobiliare disponibile», come previsto dalle legge, è la prescrizione. Alla quale il ministero aggiunge: «Quanto alle unità immobiliari destinate ad abitazione ed agli altri beni immobili dati in locazione e, ove possibile, quelli dati in comodato» è necessario «deliberare, applicare e riscuotere i canoni a norma di legge o adeguare gli stessi ai prezzi di mercato, attivando tutti i provvedimenti necessari ad assicurare l’effettiva realizzazione delle entrate nella misura dovuta». Inoltre, bisogna «provvedere annualmente all’adozione della delibera sulla verifica delle quantità e qualità delle aree e fabbricati da destinare a residenza, attività produttive e terziarie e determinazione del prezzo di cessione per ciascun tipo di area o di fabbricato».

Società partecipate. Chiudere la “conigliera”, sempre pronta a riprodursi. L’ha scritto ieri nero su bianco la relazione dell’ispezione Mef (ministero delle finanze). Lo ribadisce oggi il ministero dell’interno, nel decreto che appare come una sorta di “manuale” della buona amministrazione. Regola numero uno - scrive il ministero - le partecipate vanno controllate, «attivando tempestivamente tutti gli strumenti idonei ad assicurare un efficace controllo, da parte dell’Ente, della gestione dei servizi. Individuando un’apposita unità organizzativa destinata a disciplinare i rapporti con le partecipate». E sembra di leggere i revisori dei conti del Comune di Viareggio...

Controllare le partecipate significa anche far loro i conti intasca. Adottando «i provvedimenti necessari a garantire che l’erogazione dei servizi pubblici esternalizzati si svolga nello scrupoloso rispetto della normativa di settore e comunque sulla base di un’adeguata comparazione e verifica di efficienza, di economicità e di qualità del servizio». Vale per Sea, Mover ed Asp, ed oggi ancor più per le operazioni di passaggio servizi da una società all’altra che l’amministrazione Del Ghingaro ha in stand-by. Va inoltre «assicurata l’eliminazione, o quantomeno la riduzione, delle spese che non abbiamo per fine l’esercizio di servizi pubblici indispensabili». Come indicato dai revisori dei conti - il decreto del ministero vi fa espresso riferimento- è necessario «definire le passività potenziali nei termini espressi nel parere del Collegio dei revisori». Che al Comune hanno dato indicazione della necessità di «dirimere se certi importi siano da considerarsi fuori dai debiti fuori bilancio aggiuntivi per il Comune o sopravvenienze passive per le società od organismi partecipate».

Il personale. Per Comune e partecipatesi moltiplicano le prescrizioni in materia di riduzione dei costi per personale e indennità di consiglieri e presidenti. Compresa quella relativa al trattamento economico - anche dei dirigenti e comprensivo del trattamento accessorio - che «non potrà superare quello del 2010, correttamente quantificato». Stesso riferimento per l’ammontare della contrattazione integrativa, «ridotto annualmente in misura proporzionale all’eventuale riduzione del personale in servizio».

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