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Versilia

Il sindaco: ne resteranno soltanto quattro

Il sindaco: ne resteranno soltanto quattro

Il capogruppo Zappelli sottolinea come le macro-aree di servizi siano la soluzione per risanare

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VIAREGGIO. La valanga bilanci incalza l’amministrazione Del Ghingaro, ora che il ministero ha chiuso il capitolo bilancio stabilmente riequilibrato (quello del commissario prefettizio). Ed è lo stesso sindaco a dichiararlo nella seduta del consiglio comunale che avrebbe dovuto parlare del dissesto, ma che ha finito per concentrarsi nel lungo e corposo documento inviato dal ministero dell’interno, con il suo carico di prescrizioni. «Non ho numeri sul dissesto», ha spiegato Giorgio Del Ghingaro: «Con l’Organismo straordinario di liquidazione c’è grande rispetto e collaborazione reciproca, ma ad oggi ho nessun numero sul quale lavorare. Insomma, non so ancora quanti soldi dovrò restituire...». Nel senso della massa passiva che l’Osl dovrà saldare, pur in misura ridotta, ai creditori.

È quasi uno sfogo, quello di Del Ghingaro, che - ad un certo punto dell’intervento - si augura si possa «cercare di ottenere normalità nel nostro Comune». Un attimo prima aveva elencato i nodi dei bilanci prossimi futuri: il giudizio della Corte d’Appello sospeso al momento sul fallimento della patrimonio, con un inevitabile possibile effetto boomerang sui conti dell’Ente derivante da una decisione contraria al fallimento; il credito che la Patrimonio vanta da Gaia, società idrica che ancora naviga a sua volta in acque agitate; il contenzioso con il Consorzio ambiente Versilia sul fronte della passata gestione dei rifiuti in ambito versiliese. Cammina su questa, e molta altra argilla, il primo cittadino che, pur stretto «dal termine di legge del dissesto, che dura cinque anni», punta «ad uscirne prima, sia pur sostanzialmente e non formalmente».

Ed allora, mentre soffia il Libeccio dei conti, Del Ghingaro descrive il sistema-Comune che verrà e che porterà la sua firma («io scelgo e mi assumo io la responsabilità delle scelte»): «Resteranno quattro grandi partecipate - annuncia il primo cittadino in consiglio comunale -. Mover, per mobilità, manutenzione ed illuminazione; una sola Sea per i rifiuti; Asp per quanto attiene ai servizi alla persona e trasformata in una società di capitali sulla quale il Comune eserciterà il controllo analogo. Ed una Fondazione culturale che contenga Carnevale e Pucciniano. Quattro macro aree dentro le quali esercitare la politica del Comune».

In una presa di posizione diffusa nel pomeriggio di ieri, il capogruppo della Lista Del Ghingaro, David Zappelli, ha commentato: «Il consiglio svolto conferma che Giorgio Del Ghingaro è il sindaco che può rimettere in piedi la città. Mediante le azioni per arginare gli effetti del dissesto e per distinguere l'azione di una giunta, forte e decisa, da quella di un commissario. Prima fra tutte, l'intenzione di ridurre a 4 macro-aree quelle in cui opereranno le partecipate del dopo dissesto e poi l'impegno, pur nel rispetto della durata formale prevista dalla legge, a ridurre al minimo gli effetti del dissesto stesso». (d.f.)

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