Il Tirreno

Versilia

Del Ghingaro: 60 giorni persi sul Centro Congressi

Del Ghingaro: 60 giorni persi sul Centro Congressi

In consiglio dito puntato sulla proposta che i bagnini hanno presentato e ritirato «A quella era conformato il bando per la gestione fatto dal curatore»

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VIAREGGIO. Il caso dello scontro aperto ormai da mesi tra il sindaco Del Ghingaro ed il sindacalista della Filcams-Cgil, Massimiliano Bindocci, approda sui banchi del consiglio comunale. Dove la vicenda dei sette lavoratori licenziati viene ricordata dall’opposizione che, poco prima dell’inizio della seduta, ha incontrato gli ex dipendenti. Ad alimentare le braci è la ricostruzione che il primo cittadini propone ai consiglieri tutti dei motivi per cui il bando, messo a punto dal curatore fallimentare della Viareggio versilia Congressi (Marco Neri) è andato deserto. «Le medaglie hanno due facce», dichiara il sindaco, con riferimento ai propri impegni per la tutela dei posti di lavoro nelle partecipate e ai comportamenti di chi «dovrebbe salvaguardare i posti di lavoro ed invece fa perdere invece sessanta giorni di tempo». Del Ghingaro presenta così la propria ricostruzione: «Se viene fatto un bando perché c’è una proposta scritta e quel bando viene conformato a quella proposta scritta e poi chi ha fatto la proposta si tira indietro non è mica colpa del sindaco, del curatore, del Tribunale...Io stesso, di fronte a questa proposta che mi era pervenuta un mese prima che al curatore, avevo pensato che mi sembrava ardita...Ma avevamo insistito molto che ce l’avrebbero fatta...E poi all’ultimo momento questa proposta è stata ritirata. E guarda caso la cosa è stata anticipata da un sindacalista su un giornale una settimana prima della scadenza». La proposta è quella che i bagnini del Centro Congressi avevano inizialmente impostato per candidarsi alla gestione ed il sindacalista che da mesi segue la vicenda Principino è, appunto, Bindocci.

Cosa è accaduto con i bagnini lo spiega al Tirreno Donato Bellomo, curatore della Viareggio patrimonio, proprietaria dell’immobile. «Si tratta di un meccanismo formale: arriva una proposta ed il suo contenuto minimale diventa la base dell’offerta». Nel caso fossero più di una, viene presa a riferimento quella con il valore più alto. Nel caso il curatore avesse immaginato per la società “X” un valore più alto di quello dell’offerta, di solito «si mette in procedura la valutazione più elevata e se poi non si presenta nessuno si procede con il ribasso». Insomma, «si tratta di meccanismi normali dei Tribunali», per dirlo ancora con le parole di Bellomo.

In un primo momento la bozza del bando passata per la commissione bilancio del Comune conteneva il riferimento ad un’«offerta irrevocabile». Alla vigilia del consiglio, però, la dicitura è stata rimossa. «Perché aveva un difetto - spiega chiarissimo Donato Bellomo -: era generica, formulata prima di sapere quale era la conformazione precisa dell’offerta». E conteneva anche la gestione di bar e ristorante che non erano gestiti dalla Viareggio Versilia Congressi ma dalla società 2il Principio” (di Catello Buonocore e Andrea Prosperi). Il cui affitto scadeva il 31 dicembre 2015 e che ha chiesto spiegazioni, conferma lo stesso Bellomo, in merito alla proposta dei bagnini che circolava con i contenuti ricordati dal curatore della Patrimonio. Oggi che il sindaco annuncia «una nuova gara e poi potrà essere valutato l’affidamento diretto se anche questa gara andasse deserta, intanto ai gestori di bar e ristorante è stato appena rinnovato il contratto per i prossimi tre anni. (d.f.)

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