Sicurezza
Ponte girante, contenzioso fra Comune e costruttori
L’ente pubblico ha nominato un ingegnere di Pisa per un parare pro veritate Intanto domani l’impianto rimarrà chiuso per l’intera giornata causa collaudo
VIAREGGIO. Sarà il professore ed ingegnere pisano Pietro Croce a fornire all’amministrazione comunale viareggina un parere pro veritate nel contenzioso che l’impresa Paolo Beltrami Spa - quella che ha eseguito i lavori che hanno portato il nuovo ponte girante - ha avviato con il Comune stesso. Per una spesa pari a 4.626.67 euro, Croce dovrà esprimersi «in merito all’ammissibilità totale o parziale, ai sensi dei documenti in atti e delle vigenti disposizioni legislative in materia di lavori pubblici, delle riserve presentate dall’impresa esecutrice dei lavori del nuovo ponte girante di Viareggio», come si legge nella determina 2241 del 4 dicembre scorso.
Per capire di cosa si tratta bisogna fare un passo indietro rispetto a quell’oggi che vede ormai da mesi il ponte in funzione. Sia pur con la breve chiusura prevista nuovamente per l’intera giornata di domani: dalle 8,30 alle 19.
Bisogna tornare a quella «esecuzione della campagna geognostica» che l’allora dirigente ai lavori pubblici, Riccardo Raffaelli, nel 2011 affidò al geologo Eraldo Santarnecchi di Ponte a Egola per 7.344 euro. Quando l’impresa Beltrami - che, come da gara aveva anche l’onere di presentare il progetto esecutivo dell’opera - ha messo mano all’intervento, ha avuto problemi proprio con le risultanze degli esami geologici. E si è ritrovata a dover effettuare nuovi sondaggi del terreno dai quali è risultata la necessità di un numero maggiore di pali di quelli previsti. Numero maggiore che è stato poi inserito nel progetto esecutivo, approvato dal Comune.
Chi ha seguito un po’ la vicenda e conosce come funzionava il terzo piano del Municipio, commenta: «Il dirigente Raffaelli avrebbe poi fatto una variante in corso d’opera come avveniva spesso...». Ma quando l’opera è stata terminata, Raffaelli era andato in pensione. Ed alla “Beltrami” è rimasto in mano il “cerino” di una differenza di poco inferiore ai centomila euro che il Comune non intenderebbe pagare.
Ecco perché è stato necessario richiedere l’intervento di un soggetto “terzo” che esamini le ragioni dell’uno e dell’altro. Prima che la vicenda prenda la strada dei Tribunali.
Intanto, domani, il ponte sarà interdetto per l’intera giornata: «Per la verifica finale degli impianti di movimentazione e dei relativi settaggi in vista del collaudo tecnico amministrativo», si legge nel comunicato diffuso dall’amministrazione Del Ghingaro.
Nell’occasione, informa il Comune, «verrà effettuato anche il ciclo di manovra apertura-chiusura mensile previsto per il corretto funzionamento e per le necessarie verifiche impiantistiche di routine del ponte stesso».
Resta da capire se, da qui in poi - come sembra far intendere il comunicato diffuso dall’ufficio stampa dell’Ente - almeno una volta al mese, e per il tempo necessario alla manovra, sarà obbligo provvedere a movimentare il ponte. Che ha un meccanismo piuttosto sofisticato che ne regola i movimenti.
Ma c’è un’altra domanda, inevitabile, alla lettura del comunicato del Comune: ma il ponte girante non era stato trasferito nelle competenze dell’Autorità portuale regionale?
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
