Il Tirreno

Versilia

Perini investe: «E’ un grande segnale»

di Corrado Benzio
Perini investe: «E’ un grande segnale»

Parla Enrico Dell’Artino, ad del cantiere: «Abbiamo tutti gli slot di Viareggio e Spezia occupati da barche in refitting»

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VIAREGGIO. «Siamo felici. L’intervento finanziario della famiglia conferma la volonta di Perini di andare avanti nella costruzione di velieri».

Enrico Dell’Artino, ingegnere, è il chef executive officer (ceo) di Perini Navi. E’ lui, come nella logica, a commentare la notizia – pubblicata mercoledì – dell’aumento di capitale deciso di Fabio Perini. Quindici milioni di euro sono una forte iniezione di liquidità che dovrebbe sopire i rumors sulla possibilità che l’imprenditore lucchese ceda il suo gioiello viareggino. Soprattutto dimostra fiducia.

«Tenga presente che nel 2015 abbiamo venduto una barca da 50 metri. L’unica commessa per un veliero di questo genere in tutto il mondo nell’anno passato – ci tiene a sottolinearlo Dell’Artino, un passato importante in Fiat – ma in questo momento stiamo spingendo molto nel settore del refitting e non solo per i velieri che abbiamo costruito noi. Basta vedere le barche che sono nel cantiere di Viareggio».

In tutto sono 44 gli yacht che Perini ha trattato fra Viareggio e Spezia, all’ex cantiere Beconcini. Fra questi, per indicare i non Perini, c’è stato anche il Regina d’Italia varato a suo tempo da Codecasa. Ma per il 2016 la cifrà trplicherà.

«Sul fronte della nostre barche spingeremo ancora sull’innovazione, sulla ricerca, sulla necessità che il nostro prodotto sia all’avanguardia rispetto alla concorrenza».

Perini conferma che il cantiere sarà presente al salone di Montecarlo, ma annuncia anche che il marchio Picchiotti, quelli dei motoryacht, è al momento al palo. «Il marchio e la produzione Picchiotti – spiega Dell’Artino – non è stata chiusa: costruiremo yacht con questo marchio solo se ci arriveranno delle richieste. In questo momento ci concentriamo sui velieri».

Il cantiere ha ottenuto anche una importante commessa, un 60 metri che sarà varato nel 2017 per Ennio Doris, patron di Mediolanum e socio da 30 anni di Silvio Berlusconi. Quest’anno si varano un 38 ed un 70 metri.

«Sa che non riveliamo i nomi degli armatori. In questo caso il nome del proprietario di questa nuova barca è su tutti i siti. Quindi basta navigare su Internet per scoprirlo».

Su questa nuova barca, attualmente in allestimento in Turchia, c’è una questione sospesa: verrà completata a Viareggio o al Beconcini di Spezia? «Non abbiamo ancora deciso. In questo momento, fra l’altro, tutti i nostri slot, a Viareggio come a Spezia, sono occupati da commesse acquisite per importanti lavori di refitting».

Perini si sta muovendo anche su fronti diciamo più politici. E’ nella cordata che vorrebbe rilevare la Viareggio Porto. Ed è entrata in Nautica Italiana, l’associazione di cantieri che si è staccata da Ucina per entrare in Altagamma, marchio che raccoglie buona parte del made in Italy,

«Sulle vicende del porto viareggino noi siamo pronti a fare la nostra parte. Nautica Italiana la vediamo come una opportunità per tutto il comparto e per il Made in Italy».

A Viareggio, anche fuori dalla Darsena, c’è grande attenzione sulle due vicende. In molti sperano che i cantieri rilevino i posti barca ex pubblici. E tutti, in Darsena e di qua dal molo, vorrebbero rivedere una vera mostra nautica nel porto di Viareggio.

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