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La Cgil: inutili i convegni se la nautica licenzia di più

La Cgil: inutili i convegni se la nautica licenzia di più

Dieci mesi fa l’ultimo incontro con enti pubblici e imprese per capire cosa fare «Da allora nulla è cambiato, anzi si sono persi altri posti di lavoro: ora basta»

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VIAREGGIO. A dieci mesi da un convegno, anche interessante, sulla nautica, nulla è cambiato. Anzi, è cambiato in peggio perché l’emorragia di posti di lavoro in Darsena è continua e preoccupante. Così la Cgil richiama tutte le amministrazioni pubbliche a non perdere più tempo, in particolare sul futuro del Consorzio Polo Nautico. Perché di tempo se ne è già perso molto.

«Era il 12 marzo 2015 quando la Fiom Cgil promosse un convegno sullo stato della nautica nel nostro territorio - afferma il segretario Mauro Rossi - indicando alcuni temi da affrontare e risolvere per poter pensare ad un rilancio del settore. I temi indicati furono essenzialmente tre: il ruolo attivo che possono e devono avere gli enti pubblici; il modello organizzativo di insediamento sul territorio, che si è sempre caratterizzato come un vero e proprio distretto e che come tale deve essere mantenuto e valorizzato, favorendo tutte le iniziative che possono qualificarne l’intera filiera; il modello produttivo propriamente detto, che ha sempre visto una forte quota di esternalizzazioni ma dove ormai questo fenomeno ha assunto dimensioni e caratteristiche abnormi e fuori controllo».

«I rappresentanti delle istituzioni e delle imprese - prosegue Rossi - intervenuti a quel nostro convegno convennero con noi su fatto che questi temi erano centrali e anche su alcune nostre indicazioni. Oggi dobbiamo constatare con rammarico che, a distanza di 10 mesi e a fronte delle nostre successive sollecitazioni, niente si è mosso e non si è provato a dare risposta ad alcun problema. Nel frattempo i posti di lavoro continuano a diminuire e molte aziende dell'indotto (anche fra quelle più storiche e consolidate) chiudono o falliscono. La vicenda della Polo Nautico contiene al suo interno tutte e tre queste problematiche. In virtù delle sue dimensioni, della sua collocazione e del suo importante accesso diretto al mare, quest’area è assolutamente strategica per il settore nautico e per lo sviluppo di Viareggio. Qualsiasi decisione al riguardo deve essere presa con grande attenzione e con il coinvolgimento pieno della città e delle sue soggettività. Il tempo passa ma niente si muove. Se davvero si ha in mente di governare un’area pubblica ed un settore strategico non si può più perdere tempo. Che ognuno rispetti gli impegni che si era preso. Oltre 2mila famiglie di lavoratori - conclude - vivono direttamente, sulle loro spalle, le conseguenze di questo immobilismo e di questo non-governo, ma ne risente anche l’intera città».

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