Il Tirreno

Versilia

le carte delle indagini

L’ex pilota del porto torna a febbraio sul banco degli imputati

di Donatella Francesconi
L’ex pilota del porto torna a febbraio sul banco degli imputati

VIAREGGIO. Riprende con l’udienza fissata per l’8 febbraio il processo a Giuseppe Mazzella, pratico del porto di Viareggio oggi in pensione, nell’ambito dell’inchiesta del Nucleo investigativo dei...

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VIAREGGIO. Riprende con l’udienza fissata per l’8 febbraio il processo a Giuseppe Mazzella, pratico del porto di Viareggio oggi in pensione, nell’ambito dell’inchiesta del Nucleo investigativo dei carabinieri di Lucca che portò all’arresto - nel dicembre 2013 - dell’allora nostromo del porto, Stefano La Rosa. L’ufficiale della Capitaneria di porto è stato condannato in primo grado a tre anni per corruzione, ed ha presentato appello. Mazzella ha invece scelto di affrontare il processo, portando in aula la conferma della vivida fotografia della Darsena viareggina tracciata dagli inquirenti (pm Fabio Origlio). Per lui, difeso dagli avvocati Nicola Poli e Veronica Nelli (entrambi di Lucca) l’accusa è di concorso in corruzione.

All’interno di un quadro che le informative della polizia giudiziaria così riassumono: «Le indagini svolte hanno permesso di appurare che effettivamente il bene pubblico in area portuale viareggina, in tema di spazi demaniali dedicati agli ormeggi delle imbarcazioni subiva - ed in parte continua a subire (siamo nel settembre 2013, ndr) gestioni e fruizioni illecite». E chi è senza peccato, tra specchi acquei e banchine - viene da pensare continuando la lettura delle carte di indagine - scagli la prima pietra: «Si è potuto riscontrare - scrivono ancora i carabinieri - che la gratuità degli ormeggi è stata annichilita da interessi commerciali e personali, tramite illeciti sistemi di ingaggio, radicati al punto da essere percepiti dalla maggior parte degli utenti come leciti». Un vero e proprio «sistema» che moltiplicava illeciti (come scriverà nel dicembre 2013 il gip Alessandro Dal Torrione nell’ordinanza che autorizzerà l’arresto di La Rosa) e si estendeva «a tal punto che l’interesse economico di alcuni personaggi è riuscito a prevaricare totalmente sul formale principio che avrebbe voluto favorire la totalità del comparto portuale».

Prevaricazioni che prendono forme nei comportamenti quotidiani di personaggi ed interpreti delle indagini, ben al di là di coloro che poi sono andati davanti ad un giudice. Un sistema che si è dato molto da fare per reprimere pesantemente chi ha provato ad alzare la testa.

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