Il Tirreno

Versilia

Sindacalista non gradito Salta l’incontro sul Principe

di Valentina Landucci

Alberici aveva chiesto di parlare con gli ex lavoratori del centro congressi Ma con loro c’è Bindocci, il confronto salta: «La sua presenza per noi è superflua»

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VIAREGGIO. Il merito della questione è tutto nelle parole di una ormai ex dipendente del Principino: «Non sappiamo come pagare le bollette». Lapidaria. Il metodo lo sintetizza invece l’assessore Walter Alberici: «Mi dispiace, avremmo parlato tranquillamente con i lavoratori ma per noi la presenza di Massimiliano Bindocci è superflua». O per meglio dire «inopportuna», citando il testo di una e-mail della stessa amministrazione inviata al sindacalista della Filcams, da mesi al centro delle polemiche per le sue posizioni (non solo sul Principino) che mettono in discussione l’operato dell’amministrazione Del Ghingaro.

Cosa è successo? Municipio, primo pomeriggio di un normale mercoledì. In calendario un incontro - voluto dall’amministrazione comunale come tiene a sottolineare Alberici - sul futuro del fallito centro congressi di Viareggio dopo che la gara per affidarlo temporaneamente (un anno) con la condizione di riassumere i lavoratori e fare i lavori di ristrutturazione è andata deserta. Pomeriggio normale per chi è al lavoro dietro una scrivania e, pur tra mille difficoltà, progetta la rinascita della città. Un po’ meno per chi si alza la mattina e si chiede se a quaranta o cinquanta anni avrà la possibilità di trovare di nuovo un posto fisso: domande alle quali non trova risposte e neppure speranze nel confronto con il Comune che gli propina piuttosto l’ennesima puntata di una querelle politica con la quale, di certo, non si pagano i mutui nè si porta il pane sulle tavole. Lo scontro è quello tra il sindaco Giorgio Del Ghingaro e la sua giunta da una parte e l’ex responsabile della Cgil Versilia, oggi tornato a ricoprire il ruolo di sindacalista della Filcams Cgil, Massimiliano Bindocci, dall’altra.

Mille motivi, pare, li separano. Evidentemente gravi al punto da far saltare il confronto atteso da tempo con l’amministrazione. Ma è facile intuire che di tutta questa gravità ai sette dipendenti a casa senza certezze per il proprio futuro interessa poco. E lo dicono chiaro in un comunicato dove si parla di «comportamento gravissimo e inaccettabile» da parte dell’amministrazione. E ancora si legge: «Il problema è quello del fatto che non riscuotiamo da settembre, che non abbiamo prospettive di lavoro, che la struttura è chiusa, che ad oggi gli impegni che avremmo aperto a Natale sono stati disattesi, questo è il problema. Invece questo non viene minimamente affrontato cercando si spostare l'attenzione su altro, parandosi dietro a pregiudiziali personalistiche. Noi chiediamo semplicemente di tornare a lavorare, di rientrare nella trattativa dei dipendenti delle partecipate come tutti gli altri e chiediamo di sceglierci chi ci assiste. Dopo le dichiarazioni di Alberici fatte a nome della giunta e del sindaco, ci siamo alzati tutti, vedendoci lesa anche la libertà della scelta del sindacato».

Bindocci non aggiunge molto di più: «Quello dell’amministrazione è il tentativo di personalizzare una questione che non ha niente di personale - commenta amareggiato - oltre tutto mancando di rispetto ai lavoratori e alla libertà di scegliere da chi farsi rappresentare. Se devo essere io a seguire questa vertenza dovrà deciderlo il sindacato, non la giunta. E non escludo di rivolgermi ai vertici nazionali della categoria».

Valentina Landucci

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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