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Versilia

IN AULA

Confronto teso tra i due pm ed il presidente Boragine

VIAREGGIO. Nell’esame attinente al plastico e alla consulenza relativa, il professor Stefano Bruni non aveva lesinato pesanti critiche al lavoro del consulente di Provincia, associazione dei...

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VIAREGGIO. Nell’esame attinente al plastico e alla consulenza relativa, il professor Stefano Bruni non aveva lesinato pesanti critiche al lavoro del consulente di Provincia, associazione dei familiari delle vittime della strage e Croce Verde, il collega Fabrizio D’Errico che ha portato in aula un lavoro di ricostruzione del disastro ferroviario in un video che si fonda sulle evidenze raccolte dalla polizia scientifica sulla scena del crimine. Ieri mattina, controesaminato dall’avvocato di parte civile Tiziana Pedonese, Bruni ha dovuto fare un passo indietro. Parlando di proprie «intepretazioni» delle parole di D’Errico e non mancando di innervosirsi alle domande dell’avvocato che lo ha controbattuto punto su punto. Grazie anche al lavoro che da anni Pedonese, Maurizio Dalla Casa, Tiziano Nicoletti e Andrea Bagatti hanno affinato per affrontare in maniera collettiva il proprio mandato in questo processo.

Un’udienza, quella di ieri, dove non sono mancati i toni severi nel confronto tra Procura (i pm Giuseppe Amodeo e Salvatore Giannino) ed il presidente del Collegio, Gerardo Boragine. Le consulenze che il Gruppo Ferrovie porta in aula, nell’esame dei propri consulenti, sono - come si addice alla materia - un condensato di formule matematiche e fisiche, leggi dell’ingegneria, misure e calcoli per ottenerle. È stato così ieri nella presentazione del lavoro, nuovo, del professor Andrea Giglio (anche lui del Politecnico di Milano) che si fonda su una serie di esperimenti realizzati tra i binari e poi trascritti su carta e nell’animazione proposta.

«Noi dobbiamo applicare il Codice di procedura penale - ha sottolineato Giuseppe Amodeo rivolgendosi al presidente Boragine all’intero Collegio - a meno di non voler disseminare questo processo di una serie di nullità sostanziali. Ed il codice stabilisce l’obbligo di deposito degli atti integrativi di indagine non solo a carico dei pm, ma anche dei difensori. Invece, ci troviamo di fronte a continue violazioni di questo. Anche nel caso del lavoro del professor Giglio si tratta di novità assoluta nell’analisi illustrata». Il suo collega, Salvatore Giannino, ha poi aggiunto: «Qui si portano consulenze su dati che non sono mai neppure passati dalle indagini. Macchinari utilizzati per esperimento, picchetti piantati in giro per l'Italia senza contraddittorio, presi e portati in una consulenza tecnica. Cosa ne so di quel picchetto, delle sperimentazioni, dello spessore del ballast utilizzato...».

La richiesta di rinvio del controesame è stata però respinta da Gerardo Boragine ed i pm hanno formulato alcune domande al testimone. Così come ha fatto l’avvocato dell’associazione dei familiari delle vittime Maurizio Dalla Casa: «Aveva considerato i punti appoggio carrello?», chiede il legale. «Non stati coinvolti nella ricostruzione», è la risposta. Come se per fare la carbonara si potesse non prendere in considerazione l’uovo...(d.f.)

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