Il Tirreno

Versilia

La Fondazione liquida gli operai storici dei Corsi

di Donatella Francesconi
La Fondazione liquida gli operai storici dei Corsi

La squadra che conosce tutti i segreti del circuito e ne assicura la buona riuscita è stata sostituita da un’impresa fiorentina con il criterio del massimo ribasso

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VIAREGGIO. È un pezzo di storia del Carnevale, con le facce, le sue vite intrecciate con la città, i suoi tempi anche di lavoro. Sono gli operai (il gruppo è da sempre chiamato “squadra smerdoni”), che della manifestazione simbolo di Viareggio conoscono ogni fremito, ogni affanno dell’ultimo minuto, ogni segreta soddisfazione tutte le volte che si può dire “è andata bene”. Lavorano per la Fondazione solo tre mesi l’anno, assunti tramite agenzia interinale. Ma non in questo 2016 appena iniziato. Perché la Fondazione Carnevale, oggi nelle mani del commissario di nomina regionale, Stefano Pozzoli, e di Marco Szorenyl (fiduciario del sindaco) e Marco Francesconi (direttore) ha scelto di affidarsi ad un’impresa, la “Allextire Srl”, con sede ad Incisa Valdarno (Firenze). Il cui presidente del consiglio di amministrazione, Marco Mercatelli, è collegato - per una serie di intrecci societari - alla società “Sicrea Srl” (anche questa con sede ad Incisa Valdarno) che per il 2015 ha organizzato gli stand street food in piazza Mazzini. Parte dei proventi sono andati alla Fondazione e, nonostante non sia andata benissimo (lo scrive Pozzoli nella sua relazione programmatica per il 2016) la collaborazione con la “Sicrea” è stata confermata anche per Carnevale in arrivo.

Gli otto operai che perdono tre mesi di lavoro sono decisi a giocarsi fino in fondo la partita: «Noi costavamo 75.000 euro - raccontano - e la ditta che si aggiudicata l’offerta con il massimo ribasso ha proposto 62.490 euro. Ma davvero il risparmio sulla manifestazione si fa così?». La domanda non è motivata solo dalla rabbia per la perdita del lavoro. Gli operai portano i conti: «Al costo dei nostri stipendi, straordinari compresi, va aggiunta la cifra necessaria al noleggio dei mezzi, alla benzina, al trasporto e tutto il resto. Si arriva così a 94.255 euro...Ma davvero oggi ritengono di poter fare tutto con poco più di 60.000 euro? No. Tanto che la stessa Fondazione ha già messo in preventivo di spendere un cinque per cento in più. E probabilmente non basterà...».

L’impresa pare essere stata scelta con il criterio della licitazione privata. Alla quale le amministrazioni pubbliche (e la Fondazione è tale e quale il Comune, come da sentenze ormai note) possono accedere, da normativa, solo in casi eccezionali. Ovvero, allorché siano stati esperiti infruttuosamente gli altri procedimenti ovvero essi non siano utilmente esperibili. Per esempio in caso di urgenza. Ma per decidere chi smonta e rimonta l’intero circuito dei Corsi mascherati non era certo necessario arrivare all’ultimo momento...

«A ridosso del Natale - raccontano Luca Molignoni, Stefano Del Carlo, Stefano Paci, Luca Mei, Giovanni Barosco, Stefano Messina, Massimiliano Francesconi - ci siamo rivolti alla Cgil spettacoli, delegando il segretario provinciale Simone Tesi ad intavolare una trattativa che porta ad una proposta secca da parte della Fondazione: 800/900 euro di stipendio al mese, comprensive di liquidazione, con le ore di straordinario e le ferie da scontare come riposo». A questo si aggiunge - e neppure nella peggior televendita - «la rinuncia al contratto integrativo perché troppo oneroso. Ed in cambio un po’ di buoni pasto della Coop. A queste condizioni l’attacco al nostro salario è a dir poco scandaloso...». E se qualcuno ha accettato, gli altri hanno deciso di metterci la faccia e raccontare cosa sta accadendo in Fondazione, secondo Carnevale made in Pozzoli.

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