Il Tirreno

Versilia

Un viareggino su tre sceglie la cremazione Ecco costi e problemi

di Matteo Tuccini
Un viareggino su tre sceglie la cremazione Ecco costi e problemi

Attese e tariffe aumentate dal doversi recare fuori Versilia L’Asp: il nuovo impianto non inquinerà né darà fastidio

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VIAREGGIO. «Non ci sarà alcun rischio inquinamento, né ci saranno ciminiere che sputano fumi verso le case e il mare. L’impianto non darà fastidio e soprattutto non sarà pericoloso. E il fatto che a gestirlo sarà una società pubblica è una garanzia di questo».

Dall’Azienda speciale pluriservizi di Viareggio - che assieme all’amministrazione comunale sta seguendo il progetto per il forno di cremazione al cimitero di Torre del Lago - arriva una difesa forte e chiara dell’iniziativa. L’Asp chiede di non essere tirata in ballo nella polemica per la realizzazione dell’impianto, che sta causando la sollevazione della frazione, così come dell’opposizione in consiglio comunale. Ma è evidente che, a fronte di accuse a tutto raggio, la replica dev’essere precisa.

Il primo punto riguarda la necessità di dare risposta a un’esigenza. Secondo gli ultimi dati in possesso di Comune e Asp, oggi un viareggino su tre sceglie di essere cremato. I motivi di questa scelta sono vari: convinzioni personali, ma anche ragioni economiche, visto che la tumulazione di una salma è più complicata e costosa. Meno libertà di scelta ce l’ha la famiglia, che è costretta ad andare fuori Versilia. Pisa e Livorno le tappe più vicine, altrimenti si va più lontano: ci sono viareggini che vanno persino in Piemonte, ad Acqui Terme (Alessandria). In Toscana, infatti, da qualche tempo si è costretti ad aspettare anche quattro giorni per veder esaudita la propria richiesta: ce ne sono sempre di più, e Pisa e Livorno - ma anche altre zone - hanno cominciato a dare la precedenza alle famiglie che risiedono nei loro Comuni. Questo comporta disagi, oltre che un incremento delle spese. Di che cifre si parla? Per fare la pratica si spendono come minimo 800 euro, visto e considerato che oltre al servizio di cremazione vero e proprio c’è il trasporto della salma fuori zona. Sempre meno dei 1.500 che servono per una tomba al cimitero, ma comunque non poco. Se venisse realizzato l’impianto a Torre del Lago - assicura Asp - l’utente spenderebbe circa 600 euro, che è la tariffa decisa a livello nazionale. Ma potrebbero esserci agevolazioni proprio per i residenti nel Comune. Con un risparmio complessivo di centinaia di euro rispetto ad oggi.

E le questioni su inquinamento e decoro? Non è vero che i forni crematori esistono solo fuori città: ad Arezzo e Bolzano l’impianto è in centro. Sui dubbi per le possibili emissioni inquinanti, Asp e Comune hanno recuperato studi che rivelano come la cremazione inquini meno di fornelli a gas o di auto che pure vanno a benzina verde. Le bare devono essere di tipo ecologico, cioè senza verniciature o laminature a rischio tossicità: in Alto Adige, ad esempio, obbligano gli utenti ad acquistare feretri in cartone precompresso. Le emissioni vengono comunque filtrate e monitorate continuamente. Infine, il possibile impatto sull’estetica e sul turismo: l’impianto - per cui si prevede un investimento di circa 800mila euro - sorgerà all’interno del cimitero, senza aggiunte strutturali secondo quanto assicurano i promotori. Quindi, niente sinistre ciminiere che rievocano fatti storici agghiaccianti. Sulla viabilità, si sta studiando il modo per renderla meno “visibile” consentendo l’arrivo in zona dalla Bufalina.

@matteotuccini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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