Italia
Patrimonio, raffica di cartelle pazze
Centinaia di cittadini e professionisti alle prese da giorni con pagamenti richiesti che risultano regolarmente effettuati
VIAREGGIO. «Mi è arrivata la cartella per l’Ici sulla prima casa relativa agli anni in cui era stata abolita...», e ancora «alla mia famiglia hanno contestato mancati pagamenti, ma ecco qui le ricevute....». E si aggiunge «mi sono ritrovato intestati beni che non possiedo e non ho mai posseduto e sui quali mi richiedono i pagamenti...». Il tam tam cittadino alle prese con le cartelle “pazze” della Viareggio Patrimonio risuona delle storie di cittadini e professionisti in fila agli sportelli della Viareggio Patrimonio da mesi dichiarata fallita. Una situazione talmente sotto gli occhi di tutti che, nell’imminenza del recapito delle cartelle, il curatore Donato Bellomo ha fatto sapere che «allo scopo di ridurre i disagi connessi all'elevata concentrazione di adempimenti fiscali di fine 2015 e favorire il decongestionamento degli sportelli al pubblico, anche al fine di consentire lo smaltimento delle pratiche relative ai numerosi avvisi di accertamento e ingiunzione emessi, per i professionisti (commercialisti, ragionieri, avvocati, ecc,), risulterà possibile concordare appuntamenti per l'esame di più pratiche relative ai tributi interessati. Indirizzando una e-mail recante i propri contatti telefonici ai seguenti indirizzi: abacherotti@viareggiopatrimonio.it o tributi@viareggiopatrimonio.it. Agli esiti della quale verranno contattati per individuare ora e giorno dell'incontro».
Intanto, però, i cittadini si inferociscono e la protesta sale, soprattutto da parte di chi si trova a dover placare le ansie dei genitori anziani. «Per 2010 e 2011 - è una delle segnalazioni arrivate in redazione - ci è stato richiesto il pagamento di Ici già versata, come da ricevute che abbiamo inviato alla Patrimonio». E c’è chi arriva anche ad annunciare di volersi rivolgere alla Corte dei Conti regionale. La quale è ben nota la storia e la situazione della Viareggio Patrimonio, ex asso nella manica dell’amministrazione Marcucci che nè stata l’inventore.
Il curatore. Donato Bellomo, curatore fallimentare della società interamente pubblica, è ben consapevole dei limiti di gestione che ha riscontrato e che non erano un mistero per nessuno. «Esisteva ed esiste una necessità di bonifica delle basi di dati - spiega al Tirreno - . Quindi è possibile che sia dato luogo all’emissione di ruoli su basi di dati non bonificate». Da professionista, che sa come si sta dall’altro lato della barricata, Donato conferma quello che è noto: «Non è una novità. Anzi, è un problema che con la Viareggio Porto, negli anni passati, si è già presentato».
Oggi la società è in esercizio provvisorio, con scadenza a marzo, e sulla stessa incombe il giudizio che la Corte d’Appello di Firenze ha posticipato a fine febbraio in merito ai reclami presentati: «Se la procedura fallimentare potrà proseguire - conclude Bellomo - l’impegno nostro è quello di favorire la bonifica in modo che chi subentrerà al servizio possa partire in condizioni diverse da quelle attuali che non sono certamente le migliori».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
