Italia
Esposto all’Asl sul furgone che porta il cibo a scuola
PIETRASANTA. «È normale che un furgoncino venga utilizzato sia per trasportare le pietanze per la refezione scolastica che il denaro riscosso dai parcometri? Faremo un esposto all'Asl perchè non ci...
PIETRASANTA. «È normale che un furgoncino venga utilizzato sia per trasportare le pietanze per la refezione scolastica che il denaro riscosso dai parcometri? Faremo un esposto all'Asl perchè non ci sembra una procedura corretta». Esposto, quello minacciato da alcuni genitori, che coinvolge la Pietrasanta Sviluppo, la società patrimoniale che ha in gestione le mense scolastiche cittadine così come lo “scassettamento” dei parcometri. Quest’ultimo servizio, fino a poche settimane fa, era invece di competenza di un’azienda privata.
«Procedura anomala? Assolutamente no: ci stiamo limitando ad ottimizzare il servizio utilizzando il personale a nostra disposizione - fa sapere l’amministratore unico della Pietrasanta Sviluppo, Claudio Viviani - se poi qualche mamma, che ha tempo da perdere, vuole fare un esposto all’Asl per denunciare il duplice utilizzo del furgoncino, si accomodi pure. Noi siamo tranquilli».
Già, ma perché mettere i soldi dei parcometri all'interno di un mezzo demandato, da sempre, a trasportare il cibo per i bambini nelle scuole? Non sarebbe più semplice e logico fare ricorso ad un altro furgone? «Le monete dei parcometri, ovviamente, non vengono gettate nel mezzo, ma riposte in appositi contenitori di plastica. Un’operazione - continua Viviani - che eseguiamo una volta alla settimana, quella dello scassettamento e comunque quando gli stessi parcometri sono pieni. Una volta che abbiamo trasportato il denaro nelle sedi preposte, l’interno del furgoncino viene poi disinfettato a dovere. In poche parole non c’è alcuna contaminazione e rispettiamo ogni risvolto igienico-sanitario. L’allarmismo di certe persone è fuori luogo: anzi, invito chi fa foto alle nostre addette, mentre sono al lavoro, di pensarci bene a divulgare quelle immagini perché, nell’eventualità, ci tuteleremo nelle sedi preposte».
Per il momento, però, a pensare di tutelarsi nelle sedi preposte sono, come detto, le mamme che nei prossimi giorni chiameranno in causa l’azienda sanitaria. (l.b.)
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