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Dai Burlamatti al Carneval Corsaro, ecco i bozzetti dei carri autofinanziati

di Simone Pierotti
Dai Burlamatti al Carneval Corsaro, ecco i bozzetti dei carri autofinanziati

Crescono i gruppi fai-da-te che sfileranno fuori concorso: quest’anno saranno ben sei

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VIAREGGIO. Da brutto anatroccolo a maestoso cigno. O, per meglio dire, da elemento (per alcuni) di disturbo a fenomeno in netta crescita. Saranno ben sei le pedane aggregative fuori concorso - tutte rigorosamente autofinanziate - che sfileranno sui viali a mare al prossimo Carnevale: a gruppi oramai storici come i Burlamatti, il Carnevalcorsaro e i Burlamania si sono aggiunte via via realtà come il Gruppo Arcobaleno - Bagno Aretusa e i neonati Salmastrosi. E poi ci sono i carnevalari del domani, i ragazzi dell’istituto comprensivo Don Milani di Viareggio che ogni anno rendono omaggio ai grandi artisti del passato.

Ma dove nasce questo boom delle pedane aggregative, che non più tardi di quattro anni fa qualcuno avrebbe voluto addirittura eliminare per alleggerire e velocizzare le sfilate? Difficile dirlo: forse incideranno i costi dei costumi, in media più accessibili rispetto a quelli delle costruzioni in concorso, forse sarà per l’assenza di coreografie, forse sarà per l’atmosfera più intima e raccolta (la Fondazione ha rilasciato a ciascuna carretta non più di 80 tessere omaggio, ben al di sotto del tetto fissato per i carri di prima e seconda categoria).

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Il più longevo tra i gruppi autofinanziati è quello dei Burlamatti, nato nel 1999 per sfilare al primo Carnevale del nuovo millennio: come ormai da tradizione la loro carretta reca come titolo la strofa di una vecchia canzone. Stavolta la scelta è caduta su Mi gira la testa, mi scivola il piè: è una frase tratta dal brano «Una scimmia presa al Carnevale» che fu appositamente scritto nel lontano 1927 per l’omonima costruzione di Antonio D’Arliano.

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E proprio alla memoria di «Tono» D’Arliano, tra i più grandi carristi di sempre, è dedicata la pedana aggregativa L’anima di Viareggio dell’istituto Don Milani: coordinati dal professor Franco Benassi, gli alunni realizzeranno un carro con il blu come tonalità dominante, adatto a far risaltare la natura marina. Tutti gli inserimenti - il sole, un drago, i gabbiani, fiori e strumenti musicali - saranno in cartapesta così come gli elementi legati alla produzione di D’Arliano. La struttura avrà un’apertura esterna con la ricostruzione dello studio di Tono, dove troverà posto anche Burlamacco.

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Anche il Carnevalcorsaro è ormai radicato da tempo nel programma dei corsi mascherati: con il 2016 saranno otto gli anni consecutivi di presenza a Viareggio. Il tema del prossimo Carnevale è un richiamo al mondo dei pirati: un forziere colmo di monete d’oro sovrasta un’ambientazione da fondale marino. Da tenere d’occhio i costumi dei figuranti, da sempre variopinti, eleganti e curati minuziosamente.

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Leggermente più giovane è invece il gruppo dei Burlamania, giunto alla sua settima partecipazione: i 104 iscritti, tutti mascherati da caramelle, porteranno sui viali a mare una satira sull’Italia di oggi dal titolo Il Belpaese dei balocchi in cui giganteggia la figura di Mangiafuoco, simbolo del potere occulto.

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Importante conferma anche per il Gruppo Arcobaleno - Bagno Aretusa, che dodici mesi fa era legato anche a Rione Campo d’Aviazione e Amici di Burlamacco. I figuranti potevano scegliere tra cinque progetti (e bozzetti) diversi e alla fine ha prevalso Grease: le quasi 300 maschere indosseranno così i panni delle cheerleaders, delle Pink Ladies e dei T-Birds proprio come nel celebre film.

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L’ultima novità arriva dai Salmastrosi, gruppo costituitosi pochi mesi fa: Il titolo del carro è, semplicemente, Viareggio è il Carnevale e vuole essere un omaggio alla città e alla sua manifestazione più importante, tanto che le maschere indosseranno un costume da giullare con i colori di Burlamacco.

Proprio quest’anno la Fondazione Carnevale ha adottato un bando per il riconoscimento formale delle pedane aggregative autofinanziate. Ma chiamarlo bando di concorso sarebbe sbagliato. Perché, come tengono a precisare i responsabili di ciascun gruppo, «non esiste gara tra noi: andrebbe contro il nostro spirito». Anche questo, se vogliamo, è Carnevale.

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