Il dolore
Sea aumenta il compenso ai consiglieri
Il presidente Fabrizio Miracolo porta la proposta nell’assemblea dei soci di martedì prossimo
VIAREGGIO. Da 1.500 euro l'anno a 4.900 di compenso per i consiglieri di Sea Ambiente: è questa la proposta che l'assemblea dei soci si appresta a discutere, martedì prossimo. Per la società presieduta dall'avvocato Fabrizio Miracolo si torna indietro, dunque. Rispetto a quelle scelte di tagli radicali che Leonardo Betti, eletto sindaco, volle subito rendere operative. Una cura dimagrante da 200mila euro, così calcolati: Mover SpA, da 105.000 euro all'anno a 43.500 euro, «una volta approvate modifiche ad alcune condizioni contrattuali in essere»; Viareggio Patrimonio, da circa 58.000 euro annui a 33.000 euro annui; Sea Ambiente, da 54.000 euro annui a 18.000 euro; Sea Risorse, da 20.000 euro annui a 12.000 euro; Asp Viareggio, da poco più di 77.000 euro annui a 18.000 euro; Viareggio Porto, da circa 36.000 euro annui a 28.800 euro.
Va ricordato, per dovere di verità, che il Governo nazionale già dal 2007 (legge Finanziaria) ha sottoposto i compensi degli amministratori delle società a partecipazione pubblica totale o parziale e diretta o indiretta, a specifici e stringenti limiti quantitativi. Una serie di vincoli che hanno comportato, in tutta Italia, una drastica limitazione degli importi spettanti agli amministratori ed in particolare agli amministratori delegati.
Ma non è quello dei compensi l'unico tema che porta ad immaginare un'assemblea di Sea decisamente bollente. All'ordine del giorno c'è, infatti, la richiesta di ampliamento dei poteri del presidente, che assumerebbe poteri di gestione. Miracolo chiederebbe anche un budget (si parla di diecimila euro) da poter gestire direttamente e senza vincoli per le iniziative di comunicazione, dirette ai cittadini, in vista dell'entrata in vigore del nuovo servizio di raccolta differenziata. Servizio che sarà gestito da Sea Risorse, società che ha un contratto con Sea Ambiente (e non con il Comune) ma che opera autonomamente, tanto da avere una propria struttura, con presidente e amministratore delegato diversi da quelli della società “madre”.
Peraltro va ricordato che l’articolo 18 del nuovo Ordinamento forense stabilisce che la professione dell’avvocato è incompatibile «con la qualità di amministratore unico o consigliere delegato di società di capitali, anche in forma cooperativa, nonché con la qualità di presidente di consiglio di amministrazione con poteri individuali di gestione».
Donatella Francesconi
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