Italia
Principino, conto alla rovescia per salvare lavoratori e congressi
Improbabile che oggi i curatori fallimentari della Viareggio Versilia Congressi affidino la gestione della struttura per un anno. Si andrà, forse, a una nuova procedura con meno vincoli per gli offerenti
VIAREGGIO. Una manciata di ore per sapere se sarà possibile salvare una stagione balneare, una stagione congressistica, un cinema e sette famiglie. Oltre che, banalmente verrebbe da dire, uno degli edifici simbolo della città tristemente chiuso da mesi e l’economia che si porta dietro. Ma appare difficile che entro le 16 di oggi si compia “il miracolo del Principino”. E non si tratta di fare dell’ironia.
Oggi alle 16 è prevista l’assegnazione in affidamento temporaneo - sulla base del bando elaborato dai curatori Donato Bellomo e Marco Neri - della gestione dello stabilimento balenare Principe di Piemonte e di quello dell’omonimo centro congressi. In pratica i rami d’azienda della ormai fallita Viareggio Versilia Congressi srl.
Base d’asta per un anno di attività: 120mila euro. E chi vince deve riassumere i sette dipendenti della Viareggio Versilia Congressi. Oltre che accollarsi inevitabili lavori di ristrutturazione se intende davvero utilizzare il Principino. Per il solo centro congressi si stima un intervento da almeno 300mila euro.
Rischio bando deserto. Tanti soldi. Forse troppi. Ecco perché, come in molti sostengono da tempo, servirebbe un miracolo perché la partita del bando possa concludersi, oggi, con un vincitore. E la cosa rischia di tradursi, quanto meno, in una chiusura a tempo indeterminato del centro congressi e, forse, anche del bagno. Fino a ieri di offerte sul banco (dovevano essere consegnate in tribunale entro le 12) non sembravano essercene, nonostante un iniziale interessamento da parte di alcuni nomi noti dell'imprenditoria locale. Solo oggi però si potranno avere certezze. Quello che si racconta di queste settimane di attesa e incertezze - soprattutto per i sette lavoratori che in caso di assegnazione del bando, oggi, dovrebbero essere riassunti dal nuovo gestore - è che nessuno si è fatto avanti neppure per visitare il bagno e il centro congressi. Confermando quello che il segretario della Filcams, Massimiliano Bindocci, sostiene da tempo: gestione troppo onerosa e per soli 12 mesi.
Alcune questioni tecniche. Che fare? La domanda apre uno scenario ancora poco chiaro che necessita comunque di una doverosa premessa. Se da un lato l’amministrazione comunale guidata da Giorgio Del Ghingaro ha annunciato e dato seguito con atti formali a percorsi ben definiti per tutta una serie di società partecipate dal Comune - vedi la questione rifiuti con l'obiettivo di andare alla costituzione di una sola società di gestione dei servizi, passando dai nuovi compiti di Mover e dai recenti annunci legati alla trasformazione dell’Azienda speciale pluriservizi - il futuro del Principino è “sub giudice” rispetto al percorso fallimentare della società proprietà dell'immobile e dello stabilimento balneare: la Viareggio patrimonio, anch’essa fallita. E qui i temi sono due. Da una parte la legittimità del fallimento della Patrimonio contro il quale c’è ben più di un ricorso in tribunale (proprio oggi è prevista un’udienza). Dall’altra l’effettiva indisponibilità (alla vendita) del bene Principino decretata dall’amministrazione comunale con un’apposita delibera di consiglio ma sulla quale potrebbero essere avanzate contestazioni da eventuali creditori della Patrimonio. Entrambe le partite, peraltro, non sono ininfluenti rispetto al tema di fondo: il disseto del Comune di Viareggio. Se la procedura di fallimento della Patrimonio va avanti “escono” dal bilancio comunale qualcosa come una ottantina di milioni di euro di buco. In caso contrario l'enorme rosso della società pubblica resta sulle spalle del Comune e dei suoi contribuenti.
Lo scenario. Fatte queste dovute premesse torniamo ad oggi e alle buste con le offerte che dovrebbero poter essere aperte. Se ci sarà un vincitore si andrà in tempi rapidi alla realizzazione di interventi di ristrutturazione (comunque non oltre il primo aprile) al termine dei quali scatterà il periodo di 12 mesi di gestione di bagno e centro congressi (non del bar ristorante già affidato a terzi per il quale si andrà alla prosecuzione del contratto in essere). Ma se non ci saranno offerte? Sul punto i curatori citano l’articolo 573 del codice di procedura civile: “Se la gara non può avere luogo per mancanza di adesione degli offerenti, il giudice (in questo caso i curatori, ndr) può disporre la vendita a favore del maggiore offerente”. Insomma una procedura bis dove a prendersi in gestione bagno e centro congressi sarà chi offre di più e basta. E qui entriamo nel campo delle ipotesi e delle indiscrezioni già circolate. Quelle che profilano l’affidamento provvisorio del Principino con durata pluriennale (probabilmente 5 anni) ma solo relativamente all’attività dello stabilimento balneare e comunque al di fuori delle certezze contenute nell’attuale bando, a cominciare da quelle per i sette lavoratori che da mesi non vedono un euro e che anche poco prima di Natale sono tornati a chiedere (inutilmente) un incontro con l’amministrazione comunale.
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