Gioco
Le spiagge della Versilia nel mirino dei grandi investitori
L'affare Nikki ha riaperto il mercato dei bagni: sia il Twiga che il Seven Apples vorrebbero acquistare la spiaggia vicina. E dai Barilla ai Marcucci i grandi imprenditori hanno già comprato
MARINA DI PIETRASANTA. La vendita del Blue Beach alla multinazionale del lusso ha colpito (anche se si ignora il prezzo di vendita). Soprattutto ha colpito ed inquietato i quattrocento e più concessionari balneari della Versilia. Qualcuno sui social ha già commentato: questa sarà la fine dei bagni della Versilia se passano le aste della Bolkestein. Ovvero che arriveranno le multinazionali, più o meno del lusso, a papparsi i nostri stabilimenti.
Lo sbarco in Versilia del Nikki Beach, catena mondiale di bagni e resort di lusso, dà lustro alla nostra costa, ma pone anche dei problemi ai balneari. Intanto è la conferma che la nostra spiaggia assume sempre più connotati di elitè. O comunque di essere «costretta» ad un target di pubblico medio alto e sempre meno popolare, o meglio familiare. Grazie a Dio Rimini – straincrisi fra l’altro – amata da certa sinistra e da qualche cronista di Padule non è più un modello per la Versilia. Ma forse solo l’elitè dei portafogli gonfi e i conti da 100mila euro (pagati in Nikki Beach a St Tropez in Francia) non bastano per salvare la nostra economia.
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Jack Pernod e Gualtiero Vanelli, autori dell’operazione Nikki Beach, rischiano quindi di essere solo i pionieri di una delle prime operazioni in zona. Il mercato dei bagni è meno immobile di quanto possa sembrare. Da almeno 10 anni Flavio Briatore vuole allargare il suo Twiga (dove peraltro la concessione appartiene alla famiglia Galeotti) e chiede di acquisire il bagno accanto, quel Rosina dove passano le vacanze Botero e la figlia di Guglielmo Marconi. E dove il patron Raffaelli continua a dire di no, fiero di un bagno che sembra fermo ai tempi di Sapore di mare.
Chi tenta di allargarsi è anche il Seven Apple, la celebre discoteca con stabilimento balneare, che fa la corte al bagno accanto, il Motrone. Più verso sud è stata ceduta in questi giorni la struttura che ospitava il Vittoria, celebre discoteca che annoverava fra i soci il senatore Massimo Baldini.
E non dimentichiamo che il bagno la Bussola è stato al centro di una lunga trattativa fra il patron Gherardo Guidi e una cordata pisana fatta da imprenditori e noti primari.
E non è ancora finita. Chi non riesce a comprare, per vari motivi, affitta. E l’elenco si allunga ogni anno. A Forte i 5 stelle Imperiale e Principe hanno già la loro spiaggia privata – Minerva e Dalmazia – affittata dai concessionari. A Lido di Camaiore dalla scorsa stagione anche l’hotel Ariston, guidato da Davide Codecasa, ha preso in gestione il bagno davanti l’hotel.
Altri stabilimenti sono in gestione, come il bellissimo Texas, anch’esso a Motrone dove stava trattando uno stabilimento un gruppo di investitori di Roma.
La Bolkestein non sembra spaventare più di tanto. Soprattutto se si hanno capitali e spalle solide. E soprattutto se molti piccoli imprenditori balneari preferiscono vendere piuttosto che gestire l’incertezza provocata dalla Bolkestein (anche detta direttiva comunitaria sui servizi).
Se si fa un veloce volo sui bagni si vede chi ha comprato in questi anni. A Forte dei Marmi il bagno Piemonte è stato acquistato dalla signora, che poi è la vedova di Pietro Barilla, maggior produttore al mondo di pasta.
A Città Giardino si è regalata un bagno anche Marialina Marcucci della dinastia del Ciocco e della Kedrion. Come tutti i grossi imprenditori, per loro un investimento da un paio di milioni di euro è comunque un rischio supercalcolato. Certo parliamo di pochi nomi rispetto ai 400 bagni che punteggiano la Versilia da Torre del Lago a Vittoria Apuana e oltre (anche il Beach club, ex Sporting del Cinquale, è gestito da una società milanese).
Ma l’operazione Nikki Beach a Marina di Pietrasanta, come detto e scritto, potrebbe aprire veramente nuovi scenari. E far saltare tante battaglie, compresa quella lanciata dal senatore Massimo Baldini che vuole fondare un partito dei balneari per bloccare definitivamente le aste e la Bolkestein.
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